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Pistelli al Comitato del Senato: Alla Farnesina tagli per 150 milioni di euro
AISE
01 ottobre 2014

ROMA\ aise\ - “Con un sacrificio quattro volte maggiore di quanto richiesto agli altri Ministeri”, nella nota di variazione al documento economico finanziario “sarebbero previsti tagli al Ministero degli Affari Esteri tra il 10 e il 12 per cento, pari a circa 150 milioni di euro”. 

 

Ad annunciarlo è stato il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli, tornato ieri in Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato, per il seguito della sua audizione

 

“È evidente"  ha argomentato il vice ministro  "che tale previsione rende insostenibile ogni possibilità di lavoro serio sulla rete diplomatica”, tema, questo, al centro del suo intervento del 18 settembre scorso.


Presidente del Cqie, Claudio Micheloni (Pd) nel suo intervento ha riconosciuto “la rilevanza dei tagli annunciati” e annunciato il suo “impegno per sostenere il bilancio del Ministero degli Affari esteri” perché “la crisi finanziaria impone di reagire con concretezza”.
Ecco perché, ha ricordato, il Comitato “ha sempre cercato di avanzare nuove idee e suggerimenti che consentissero di utilizzare diversamente le limitate risorse esistenti”.
Posto che il vice ministro non ha voluto illustrare “interventi sulla rete di cui non sono sicuro di poter assicurare l'attuazione”, riferendosi al consolato di Sangallo che “secondo quanto stabilito dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, dovrà essere "valorizzato" attraverso la sua dismissione”, si è aperto il dibattito.


Il senatore Dalla Tor (NCD) ha auspicato che “pur nella revisione della spesa e nel taglio degli eventuali "rami secchi", sia possibile ottenere le risorse necessarie al buon funzionamento della rete”. A Pistelli, il senatore ha chiesto “se sia pensabile che l'Unione europea attraverso la rete del servizio azione esterna possa sopperire alla chiusura di sedi diplomatiche italiane, almeno in alcuni Paesi”.


Senatore eletto in Nord America, Renato Turano (Pd) ha ricordato che “a quasi un anno dalla chiusura del consolato di Newark, l'Italia non è riuscita a riallocare il personale. Il funzionario itinerante che doveva recarsi a Newark una volta alla settimana per garantire i servizi alla popolazione italiana residente, è presente solo una volta al mese. Le promesse non mantenute – ha affermato – sono nocive per la credibilità del sistema. Secondo me, non è importante avere ambasciate o consolati, ma garantire i servizi necessari ai nostri connazionali”.


La senatrice Mussini (Misto), dopo aver ricordato che “è da più di un anno che sta attendendo la quantificazione dei risparmi di spesa derivanti dalla riorganizzazione della rete consolare”, ha sostenuto che “secondo i dati forniti dal Ministero degli Affari esteri il risparmio sarebbe di soli 2,5 milioni di euro, cioè una cifra irrisoria”. Quanto agli Istituti Italiani di Cultura “hanno un ritorno per l'Italia non solo in termini di diffusione della cultura, ma possono contribuire allo sviluppo di future relazioni commerciali. Vorrei avere dei chiarimenti sugli obiettivi di risparmio effettivi”, ha concluso, chiedendo infine “se la sperimentazione dei bilanci a base zero del Ministero abbia avuto risultati apprezzabili”.
Eletto in Australia, il senatore Giacobbe (Pd) ha sostenuto che “nei periodi di crisi si deve cercare di cogliere le opportunità: in questo caso si tratta di fare fronte comune per una migliore utilizzazione delle risorse disponibili. Gli eletti all'estero non si contentano di compensi in termini di contrattisti, ma puntano ad una ristrutturazione vera della rete diplomatica e consolare. Esternalizzazioni, potenziamento della rete telematica sono alcuni spunti di riflessione”, ha citato il senatore, secondo cui “il primo passo da fare è individuare gli obiettivi, che poi vanno perseguiti con metodi efficienti. Due cose sono rilevanti per i senatori eletti all'estero: che siano garantiti i servizi ai connazionali e assicurata la promozione della lingua e della cultura italiana. Credo, infine, che sia necessario migliorare la promozione dell'Italia all'estero, anche attraverso l'ICE”.


Nella sua replica, Pistelli ha ribadito la sua “profonda convinzione per una maggiore proiezione esterna del nostro paese, con un giusto equilibrio tra strumenti di hard e soft power e le risorse che servono a renderli efficaci”.


“Partendo dalle risorse esistenti e dagli obiettivi individuati nel breve periodo, sarà necessario disporre di un orizzonte di lungo periodo”, ha aggiunto, ricordando la necessità di “chiudere alcune sedi in attuazione degli obiettivi della spending review".
Quanto alle prospettive di un maggior coordinamento con la rete del servizio azione esterna, Pistelli si è detto “favorevole ad un maggiore sviluppo dei desk unici dell'Unione europea, pur dovendo tenere in considerazione l'attuale fase di ri-nazionalizzazione delle politiche estere degli Stati membri”.


“Credo - ha concluso - che occorra realisticamente riconoscere i vincoli di bilancio che potrebbero essere appena sufficienti alla manutenzione della struttura esistente”.


Il presidente Micheloni, confermando al Vice ministro “il credito di fiducia da parte dei membri del Comitato”, ha ribadito la “necessità di invertire la ratio della ristrutturazione della rete e di avviare una profonda riorganizzazione della struttura del Ministero degli Affari esteri. Quanto ad un migliore impiego delle poche risorse disponibili vorrei citare come esempio l'inutile apertura di un ufficio ICE a Zurigo, che appare come il risultato di mancanza di coordinamento e di una visione d'insieme. Assicuro – ha sottolineato – che il Comitato farà la sua parte per evitare ulteriori tagli al bilancio del Ministero, condizionandola ad una reale volontà politica di revisione complessiva del sistema".


“Credo – ha concluso – che questa audizione non sia conclusa: propongo di rinviare un altro incontro con il Vice ministro dopo l'approvazione della legge di stabilità”. Proposta accolta dal Comitato, che quindi ospiterà di nuovo Pistelli nei prossimi mesi. (aise)