Archivi
 
Archivio 'zibaldone'
 
Archivio 'il punto'
 
 
Lo zibaldone  Lo zibaldone
 

Gli italiani all'estero e il voto all'ente inutile
07 ottobre 2014

I "Comites" erano nati per dar voce agli emigranti, ma sono ancora in piedi: quest'anno le elezioni dei comitati costeranno 9 milioni di euro

LONDRA - Noi italiani all'estero adesso torniamo a votare. Per cosa? Questo è il bello. Eleggiamo i nostri rappresentanti nei cosiddetti "Comites". Non sapete di cosa stiamo parlando? Niente paura, non siete gli unici. Nessuno li conosce. Eppure esistono e costano pure un sacco di soldi alle tasche del contribuente italiano. Sono i "Comitati degli Italiani all'Estero" ed erano stati istituiti per dare voce agli immigrati quando ancora non c'era il voto estero. Ora sono un inutile doppione, ma nessuno ha avuto il coraggio di eliminarli, perché sono un piccolo mondo di prebende che si muove nel sottobosco delle ambasciate e delle vecchie comunità, soprattutto della prima emigrazione.

Un po' come la lista degli Enti inutili stilata da Cottarelli (hanno fatto fuori Cottarelli, ma gli Enti inutili sono rimasti). Un po' come le Province: eliminate di nome ma non di fatto. In barba alla spending review e ai tagli sbandierati, gli sprechi avanzano e il 1° agosto il governo ha stanziato ben 9 milioni di euro eleggere 124 Comites, così distribuiti: 67 in Europa, 23 in America Latina, 4 in America Centrale, 16 in Nord America, 7 in Asia e Oceania e 7 in Africa. Erano appena stati spesi 10 milioni di euro per il voto all'estero. Ora ci risiamo. Fortunatamente questa volta le elezioni, da tenersi entro il 19 dicembre, non avverranno con il delirante metodo delle ultime europee, per cui sono state spedite schede elettorali a pioggia a tutti gli iscritti negli elenchi dei residenti all'estero. Per la cronaca, solo nella circoscrizione di Londra sono stati spesi 413mila euro e hanno votato 8.736 persone, pari al 4,8% degli aventi diritto. Una cosa ridicola. Tra Inghilterra e Galles sono stati istituiti la bellezza di 75 seggi, con esiti a volte imbarazzanti: tre scrutatori e un seggio aperto per due giorni per raccogliere 49 schede a Exeter o 37 a Worcester. Questa volta per fortuna almeno questo delirio ci verrà risparmiato. Chi vorrà votare si dovrà registrare presso le ambasciate e i consolati.

Ma cercare di capire qualcosa di più sui Comites riserva molte sorprese. Alcune tragicomiche. Nella circoscrizione d Inghilterra e Galles ce ne sono ben 3: Londra (18 persone), Manchester e Bedford (12 persone l'uno). Dovrebbero essere uno per ogni cosiddetta "circoscrizione consolare". Eppure sono stati tagliati i consolati di Manchester e Bedford, però una leggina ha "salvato" il Comites di Manchester. Scartabellando nei verbali online si scopre che proprio a Manchester la segretaria amministrativa è tal Anna Lucci Coronato (con tanto di stipendio annuale, per il quale non è previsto tetto di spesa, né stabilisce requisiti per l'assunzione). E l'impiegato consolare che certifica la riunione è tal Luigi Coronato. Sono parenti, coniugi o è uno strano caso di omonimia?

I verbali si trovano online, sono tristissimi resoconti di un'attività a metà tra la bocciofila e la riunione di condominio. I nomi sono una sfilza di Dott. Ing. e Cav. Commendatori e Ing. Cav. Uff. che fanno molto Fantozzi e rispecchiano l'età media dei rappresentanti (over  60) e l'immigrato anni Cinquanta.

Vero che i presidenti e i consiglieri non vengono pagati, ma l'anno scorso i Comites sono costati 53mila euro solo tra sedi, segreteria e diarie. Si riuniscono perlopiù per approvare i bilanci. E per approvare i verbali dove approvano i bilanci. Ogni tanto però vanno anche in missione. Per esempio a Nottingham per partecipare alla festa di Padre Pio. Con diaria di 200 euro a viaggio a carico dello Stato.