Archivi
 
Archivio 'zibaldone'
 
Archivio 'il punto'
 
 
Lo zibaldone  Lo zibaldone
 

La Farnesina lancia piano da 220 mln per l'export
05 giugno 2015

L'intervento (in collaborazione con Mise e Ice-Agenzia) punta ad aumentare le esportazioni di 50 miliardi nel 2015-2017

Le esportazioni continuano a giocare un ruolo strategico per l'economia italiana, anche di fronte ai segnali di graduale ripresa del mercato interno. Il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e quello dello Sviluppo Economico, assieme a Ice-Agenzia, Sace e Simest, hanno raccolto la sfida di conquistare nuovi mercati e aprire opportunità per l'industria italiana oltre i confini nazionali, promuovendo il roadshow per l'internazionalizzazione «Italia per le Imprese - Con le pmi verso i mercati esteri», in collaborazione con Confindustria, Unioncamere, Rete Imprese Italia e Alleanze delle Cooperative Italiane. A Bergamo, in occasione della 19esima tappa, è intervenuto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ricordando alla platea di imprenditori che «l'estero è stato la risposta alla crisi della domanda interna. Abbiamo retto meglio di altri, conservando rispetto al 1999 il 71% della quota di export manifatturiero». Non a caso l'Italia è la seconda potenza manifatturiera d'Europa. Non solo. «La crisi», ha sottolineato il ministro. «ha fatto emergere una sorta di nuovo Made in Italy in settori come, per esempio, l'aerospazio» e ha permesso di rinnovare comparti trainanti, come la meccanica. Dunque non più solo le 3 F tradizionali (food, fashion, furniture), ma opportunità in nuovi comparti. La cabina di regia, co-presieduta da Farnesina e ministero per lo Sviluppo Economico, ha acceso il motore della diplomazia economica italiana con un piano straordinario per la promozione del Made in Italy da 220 milioni in tre anni. L'obiettivo? Aumentare l'export del Paese di 50 miliardi nel triennio 20152017. Il sostegno istituzionale va a favore delle micro, piccole e medie imprese. «E il tessuto che ha forse più bisogno di essere aiutato ed è qui che vogliamo dare incoraggiamento», ha commentato Gentiloni. D'altronde, come ha ricordato Roberto Luongo, direttore generale di Ice-Agenzia, in Italia sono 211 mila le imprese che esportano e, di queste, solo mille sono di grandi dimensioni, mentre 180 mila «hanno un fatturato da export inferiore ai 750 mila euro l'anno». L'architettura imprenditoriale italiana necessita di un'azione coordinata in patti di reti d'impresa, cioè aggregazioni «per progetto» di aziende con obiettivi comuni. In questo senso la provincia di Bergamo, la seconda più industriali7Jara d'Europa, rappresenta un'eccellenza con 733 imprese presenti in 70 Paesi diversi, a riprova che il fenomeno dell'internazionalizzazione interessa anche il tessuto delle pmi. L'obiettivo è «far si che le imprese si radichino sui mercati esteri con continuità», ha aggiunto Luongo, secondo cui l'industria italiana deve affrontare «nuovi mercati» oltre ai Brics, come l'Africa sub-sahariana, l'America Centrale e l'Estremo Oriente. Ice-Agenzia ha aperto di recente uffici in Mozambico, Angola, Etiopia e Qatar e sta per inaugurarne a Cuba e ad Accra (Ghana». «Le potenzialità ci sono», grazie alle «decine di migliaia di nuovi consumatori in Asia e anche in Africa», ha fatto notare Gentiloni.

Un occhio di riguardo va anche al flusso inverso, dall'estero all'Italia, specialmente in un momento in cui, come evidenziato dal titolare della Farnesina, iniziano a vedersi «segnali di ripresa del mercato interno e numeri meno negativi sull'occupazione». Il molo strategico dell'export non ne esce comunque sminuito. «Abbiamo bisogno di entrambe le cose: più forza sui mercati globali e maggior capacità di accogliere con il nostro straordinario know how gli investitori stranieri». In Italia «c'è bisogno di un ritorno di fiducia», cruciale «per la ripresa dei consumi e il rilancio dell'economia». Ecco perché il piano triennale mira ad aumentare di 20 miliardi gli investimenti stranieri in Italia. Naturale quindi che Expo 2015 rappresenti per Gentiloni «un'occasione straordinaria». Nel corso delle oltre 100 giornate nazionali distribuite nei sei mesi dell'esposizione si creeranno opportunità per «instaurare rapporti e cogliere occasioni di sviluppo». Agli occhi della Farnesina quindi il 2015 si profila come «un anno di svolta per l'Italia», durante il quale è necessario proseguire nel rafforzamento del canale estero delle pmi.