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Renzi ai diplomatici: «Fate amare il Paese»
"Bresciaoggi"
29 luglio 2015

CONFERENZA. Il premier incontra gli ambasciatori alla Farnesina «L'Italia ha ancora bisogno del vostro impegno»

Attacco al consolato italiano, uccisi due jihadisti

 ROMA L'Italia non è più quella di una volta, sta compiendo «riforme senza precedenti, è una superpotenza della cultura e ha davanti a sé un futuro straordinario: tra 20 o 30 anni sarà leader in Europa e nel mondo». Ne è convinto il premier Matteo Renzi che, davanti ai diplomatici riuniti alla Farnesina nella giornata della XI Conferenza degli Ambasciatori, rivendica i risultati raggiunti nei 16 mesi del suo governo.

«L'Italia è uno dei Paesi più amati del mondo», afferma anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, «E' incredibile che da casa nostra non ci rendiamo conto di una verità così banale». Il resto del mondo insomma sembra essersene accorto ben prima di noi: «L'Italia ha una sua forza straordinaria che è molto più efficace di quello che ci raccontiamo», gli ha fatto eco il presidente del Consiglio. Come con Expo: «Nessuno ci credeva, ci dicevano che sarebbe stato un flop, ma grazie all'impegno di tutti oggi è un dato di fatto».

E questo anche grazie a quegli ambasciatori sui quali in principio, ammette il premier con «una franchezza non troppo diplomatica», nutriva «un pregiudizio, che è poi venuto meno per merito vostro, non per mia onestà intellettuale». «Mi avete sorpreso per la qualità della nostra squadra», una rete di diplomatici che «non sono dei direttori commerciali del Paese, come qualcuno vi ha detto in passato», ha aggiunto Renzi con un non troppo velato riferimento all'era Berlusconi. «L'ambasciatore», ribadisce il premier che prima dell'intervento ha incontrato un gruppo di giovani diplomatici, «non è un direttore marketing, ma rappresenta un patrimonio di valori culturali e spirituali. L'Italia ha ancora bisogno del vostro impegno, della vostra determinazione, della vostra tenacia».

ATTACCO AL CONSOLATO. Intanto, spunta la pista del gruppo jihadista Ajnad Misr nell'inchiesta sull'attentato al consolato italiano al Cairo avvenuto a inizio luglio e costato la vita a un egiziano. Due «jihadisti uccisi lunedì in una sparatoria con le forze dell'ordine», nell'appartamento dove si nascondevano a Giza, «potrebbero essere coinvolti nell'attentato alla sede diplomatica italiana». A riferirlo è stata ieri una fonte della sicurezza al quotidiano egiziano online al Ahram.