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Efficace ma poco utilizzata la diplomazia a misura di Pmi
di Luca Orlando
"Il Sole 24 Ore"
09 febbraio 2016

«Non abbiate paura nel chiedere, siamo qui a lavorare per voi». Invito non solo di cortesia, quello rivolto da Michele Valensise alla platea di imprenditori che lo ascolta a Milano. Perché per il ministero degli Affari Esteri, al momento, il problema maggiore con le imprese è proprio quello di farsi conoscere. Il segretario generale della struttura è a Milano, nella sede di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, per esporre il ventaglio di servizi all'internazionalizzazione che la rete diplomatica della Farnesina può mettere a disposizione delle aziende, in un ruolo ormai considerato strategico per gran parte dei paesi industrializzati. «Un supporto chiave - ricorda il presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza Gianfelice Rocca - a maggior ragione in un mondo sempre più complesso e veloce nei cambiamenti. Oggi a contare è soprattutto la capacità di un paese di esercitare ruoli di influenza: ed ecco perché l'alleanza tra economia e diplomazie è importantissima».

Legami e sinergie ben chiari in termini teorici al mondo dell'impresa, che tuttavia dal lato pratico esprime ancora un forte sottoutilizzo delle potenzialità, come evidenzia il sondaggio Doxa prese

Il campione studiato, oltre 2mila Pmi italiane, di cui più della metà impegnate in percorsi di internazionalizzazione, quando si pone come obiettivo la penetrazione in un mercato estero è interessato soprattutto ad attività di consulenza in materia doganale, di analisi sulla contrattualistica internazionale, di ricerca di partner esteri o ancora di servizi informativi e di analisi dei mercati. Attività che la rete diplomatica riesce a fornire in modo efficace, considerando che le Pmi che si avvicinano ai servizi di supporto all'internazionalizzazione resi disponibili dalla Farnesina esprimono mediamente un giudizio positivo dell'operato delle strutture, con tassi di soddisfazione medi nell'ordine del 90%. Tra le aziende che intendono avviare processi di internazionalizzazione il ricorso a questi servizi è ritenuto utile nel 62,5% dei casi, mentre chi esporta o produce all'estero nell'80% dei casi dichiara che l'assistenza ricevuta abbia inciso favorevolmente sulla decisione. Ma il sondaggio Doxa commissionato dal Ministero degli Affari Esteri evidenzia anche ampi spazi di miglioramento, soprattutto sul fronte della conoscenza. Ad essere informato delle attività di supporto messe in campo dalla Farnesina è infatti solo il 47% del campione e solo un terzo di queste aziende "consapevoli" decide di utilizzare concretamente i servizi offerti. «Per la prima volta - spiega Valensise - esiste una cabina di regia che agisce in modo coordinato utilizzando le potenzialità di tutte le strutture come Cdp, Ice, Sace e Simest. Altri paesi, come Francia e Germania, sono arrivati prima di noi a questa impostazione ma ora anche per l'Italia gli strumenti di supporto sono disponibili. Per noi gli obiettivi sono cambiati: la priorità della diplomazia ora è di tipo economico».

«E' il momento della grande alleanza pubblico-privato - aggiunge Rocca - in un momento in cui il brand Italia ha una grande forza ed è in grado di riempire lo spazio economico crescente che abbiamo a disposizione. Alle nostre imprese è necessaria una strategia condivisa tra tutti i soggetti coinvolti nell'attività di sviluppo e promozione con l'estero. Serve una diplomazia economica al servizio del Sistema Paese per far crescere le imprese in quei settori e in quei mercati che ancora non ci vedono protagonisti».