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La rivoluzione Telepresence
di Francesca Pizzolante
"Il Tempo"
18 maggio 2016

Progetto per aiutare i lavoratori disabili alla casa di cura San Raffaele di Sulmona

Timbrare il cartellino anche se fisicamente si è a chilometri di distanza? Da oggi si può. No, questa non è l'ennesima storiaccia di "fannulloni" ma una pagina che rivoluzionerà l'universo lavorativo. Come nei film di fantascienza c'è chi utilizza un robot-avatar come alter ego inufficio per continuare a lavorare anche mentre si è ricoverati. Per Ester Conti, paraplegica da 13 anni e dipendente del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, questo scenario futuribile è realtà. Con il progetto "Telepresence Robot" Ester continua la propria riabilitazione presso la casa di cura San Raffaele di Sulmona (L'Aquila) e, allo stesso tempo, riesce ad essere presente, grazie a uno speciale robot, presso gli uffici di Roma. Un percorso riabilitativo unico nel suo genere.

Tutto è incominciato nel gennaio 2014 quando l'Istituto di cura ha voluto includere Ester nel progetto: un lavoro di squadra, che coinvolge diversi Istituti e professionalità. Anzitutto l'Università dell'Aquila, (Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell'Informazione), seguito dal Dottorato di Ricerca in Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale svolto dall'ingegnere giapponese JunYamaguchi; il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), lo Shibaura Institute of Technology (Tokio-Giappone) e il National Rehabilitation Center for person with Disabilities (NRCD - Tokio). Scopo del progetto è studiare l'utilizzo, limiti e punti di forza del dispositivo tecnologico già in uso per scopi commerciali in vari Paesi, in comparazione con i benefici e le opportunità di miglioramento della qualità della vita di soggetti paraplegici e tetraplegici.

Telepresence consiste sostanzialmente in una staffa dotata di ruote e sulla quale è montato un IPad. Quando è in funzione, sullo schermo compare il volto di chi lo utilizza. Attraverso la normale rete wireless è possibile far muovere il robot attraverso le stanze e regolare l'altezza dello schermo, mentre la telecamera trasmette le immagini delle cose e persone che si trovano intorno. Il microfono e il sistema audio consentono di conversare con chiunque si incontri. L'utilizzatore del Robot è totalmente autonomo. Controlla i movimenti di Telepresence, l'accensione e lo spegnimento senza dover chiedere ad altri di spostarsi o di muovere lo schermo come avverrebbe invece se si usasse una normale video-chat.

«Lo scopo della nostra ricerca - spiega il Dottor Giorgio Felzani (Direttore Sanitario e Responsabile dell'Unità Spinale del San Raffaele Sulmona) - è capire i vantaggi che l'utilizzo di un robot-avatar porta a chi è nelle particolarissime condizioni in cui si trovano i nostri pazienti, e anche quali modifiche fare al dispositivo in modo da rendere massima la sua utilità, minimizzando contemporaneamente i costi».

«Sono arrivata a quella che chiamo "la mia seconda vita" grazie all'amore della mia famiglia, dei miei amici - racconta Ester Conti-. I periodi di lontananza sono un problema. Telepresence mi da' una opportunità in più, perché mi permette di essere davvero presente sul posto di lavoro, e non solo per il tempo di una teleconferenza. Posso muovermi per l'ufficio e anche socializzare».

«Attraverso il Piano d'azione sulla disabilità adottato nel 2013 - commenta il Direttore Generale della Cooperazione italiana allo sviluppo, Giampaolo Cantini - il MAECI favorisce l'inclusione della tematica dei diritti delle persone con disabilità nell'ambito delle sue politiche e delle sue attività, in linea con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e sulla base di una consolidata tradizione della Cooperazione Italiana in Tunisia, Kossovo, Albania, Palestina e Sudan. L'esperimento di Telepresence coglie inoltre lo spirito della nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che oltre a riaffermare l'impegno a favore della disabilità da anche nuovo impulso sul terreno dell'innovazione e delle tecnologie per lo sviluppo sostenibile».

Superata la fase di sperimentazione, il robot-avatar potrà essere proposto a tutti coloro che possono trame beneficio. Ed è difficile immaginare tutte le situazioni nelle quali potrà essere utile. Come per andare a vedere una mostra ad esempio; per chiacchierare prendendo il tè con gli amici; o per godersi lo scorcio del tramonto dalla finestra di casa preferita.