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L'INTERVISTA/ LIPPI: "SULLA PROMENADE SI RICOMINCIA A CORRERE"
Sara Contestabile
"Giornale del Piemonte"
19 luglio 2016

A pochi giorni dalla strage, il console descrive una Nizza che sta tornando a vivere, pur con fatica e dolore

Da 4 giorni, da quel 14 luglio. Serena Lippi, il console generale d'Italia, sta lavorando con tutto il personale del consolato e dell'unità di crisi a prestare aiuto e sostegno a tutti gli italiani che si sono trovati direttamente o indirettamente colpiti da questa tragedia. Ore di tensione e fatica, subito percepibile anche dal tono di voce del console, forte, determinata, instancabile e per quanto provata anche lei direttamente da questa tragedia. Risponde alle nostre domande, un'ennesima intervista, per queste giornate interminabili, dopo 4 giorni di lavoro continuo, senza avere mai dormito.

Le ultime novità?

«Non ci sono particolari novità, la situazione è quella che stiamo ormai ripetendo dalle ultime ore. È una fase sempre molto delicata e continuiamo innanzitutto ad offrire la nostra assistenza, a tutti i livelli, sia ai familiari sia alle persone ricoverate e tutti coloro che sono arrivati e continuano ad arrivare a Nizza».

Non vi siete mai fermati?

«Siamo attivi 24 ore su 24 con tutti i nostri numeri di emergenza, rispondiamo e ci siamo, in forze con tutto il personale del consolato. Siamo stati disponibili al massimo, immediatamente. E operiamo assieme alla task force dell'unità di crisi che è venuta in nostro sostegno. Lavoriamo a 360 gradi anche con il personale dell' ambasciata a Parigi. Ma anche l'ambasciata d'Italia a Monaco è subito venuta in nostro soccorso, sono stati fra i primi a intervenire».

Di cosa avete bisogno? Qualche persona che ci legge potrebbe voler prestare il proprio aiuto...

«Di volontari in questo momento non ce n'è bisogno. Il più necessario ora è il personale specializzato, come gli avvocati per seguire le varie pratiche amministrative, o gli psicologi. Ma ripeto, il personale impiegato dell'unità di crisi ci sta affiancando e personalmente sono 4 giorni di lavoro continuo e ininterrotto, senza nemmeno un'ora di sonno».

Il ministro della Salute di Monaco, Valeri, venerdì scorso ha fatto sapere che non c'è bisogno di donatori di sangue. È ancora così?

«Tutti gli italiani feriti sono ricoverati al Pasteur di Nizza, confermo che non c'è bisogno di sangue».

Nizza sta comunque reagendo? Come si guarda al futuro?

«Nizza ha subito reagito. Io abito sulla Promenade e ho un ricordo orrendo di quella notte, ho visto i cadaveri per terra, ho vissuto il coprifuoco di questi giorni. Ogni mattina dalle 5, appena posso, esco per raggiungere chi ne ha bisogno. Nizza ha subito reagito, la vita continua e si reagisce come si è reagito a Parigi. Con la preghiera, con la vicinanza di tutti. Si va avanti come tutti coloro che da stamattina hanno ricominciato a correre sulla Promenade».