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FARNESINA: SNDMAE, MANCANO RISORSE, CONTESTO E' GRAVE
Lancio ADN Kronos, 4 luglio 2017, h. 18.15
04 luglio 2017

Roma, 4 lug. (AdnKronos) - I diplomatici italiani si trovano ad operare in un contesto "grave", in cui le risorse sono "drammaticamente insufficienti". E' quanto denuncia il Sndmae, il sindacato delle feluche, per voce dell'ambasciatore Giampaolo Cantini, che oggi ha presieduto i lavori dell'Assemblea del sindacato. "Di fronte alle crescenti aspettative delle Istituzioni, del sistema produttivo e della società civile rispetto al ruolo del ministero e della rete diplomatico-consolare, sono drammaticamente insufficienti le risorse e devono essere allo stesso tempo risolte le gravi problematiche che incidono sull'elemento motivazionale del personale", ha detto Cantini. Il nuovo presidente del Sndmae, Francesco Saverio De Luigi, ha sottolineato "la gravità degli effetti dei tagli effettuati negli anni alla Farnesina con la connessa riduzione degli organici di ruolo, diminuiti di quasi il 25% dal 2007 ad oggi". La dotazione media di personale diplomatico nelle sedi, si legge in una nota, "è appena di 2,3 unità, con tante sedi con un solo funzionario con funzioni di ambasciatore o console". Alla diminuzione del personale di ruolo, spesso impegnato in aree ad alto rischio, e a una dotazione finanziaria della Farnesina oggi di appena lo 0,11% della spesa pubblica, cui si aggiungono i contributi obbligatori alle Nazioni Unite e alle altre Organizzazioni internazionali, ha ricordato ancora De Luigi, "si accompagnano varie disfunzioni accumulatesi negli ultimi anni, creando una situazione insostenibile".

Tra queste vi è la sedimentazione di norme burocratiche concepite per essere applicata in Italia, "ma con effetti molto negativi - se non dirompenti - sull'operatività della rete diplomatico-consolare". Vi si aggiungono inoltre norme "incomprensibili", ha affermato il segretario esecutivo del Sndmae, Enrico Padula, "come quella che impone ai dipendenti di contribuire personalmente alle rilevanti spese per i traslochi di servizio, oggetto a tassazione Irpef a danno degli interessati, creando disaffezione verso il servizio estero". De Luigi ha evidenziato che "occorre subito agire anche con riguardo alle procedure di valutazione dei funzionari che, oltretutto, vengono poi non di rado svilite da considerazioni opportunistiche specie nelle nomine dei gradi più elevati". La "crescente domanda di diplomazia e di servizio estero - ha proseguito De Luigi - impone una urgente presa di posizione del livello politico, tenendo pure conto del fatto che i vari provvedimenti adottati negli ultimi anni hanno colpito più il nostro che altri corpi dello Stato, data la scarsità di risorse precedenti, ma con effetti gravissimi sull'efficacia dell'azione della rete estera".