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PIÙ RISORSE AL PERSONALE DELLA FARNESINA: CANTINI APRE L’ASSEMBLEA DEL SNDMAE
Lancio AISE, 04/07/2017 - 20.14
04 luglio 2017

ROMA\ aise\ - “Di fronte alle crescenti aspettative delle Istituzioni, del sistema produttivo e della società civile rispetto al ruolo del Ministero e della rete diplomatico-consolare, sono drammaticamente insufficienti le risorse e devono essere allo stesso tempo risolte le gravi problematiche che incidono sull’elemento motivazionale del personale. Il ruolo del SNDMAE come associazione sindacale e professionale tesa a elaborare proposte e innovazioni per una migliore funzionalità della Farnesina deve essere ulteriormente rilanciato in questo grave contesto”. Con queste considerazioni, l’Ambasciatore Giampaolo Cantini ha inaugurato oggi come Presidente dei lavori l’Assemblea del Sindacato rappresentativo della carriera diplomatica, il SNDMAE.

Da parte sua, il nuovo Presidente del SNDMAE, Francesco Saverio De Luigi, ha sottolineato la gravità degli effetti dei tagli effettuati negli anni alla Farnesina con la connessa riduzione degli organici di ruolo, diminuiti di quasi il 25% dal 2007 ad oggi. La dotazione media di personale diplomatico nelle sedi – riporta il sindacato in una nota – è appena di 2,3 unità, con tante sedi con un solo funzionario con funzioni di Ambasciatore o Console.
Alla diminuzione importante del personale di ruolo (spesso impegnato in aree ad alto rischio) e a una dotazione finanziaria della Farnesina oggi di appena lo 0,11% della spesa pubblica (cui si aggiungono i contributi obbligatori alle Nazioni Unite e alle altre Organizzazioni internazionali) si accompagnano varie disfunzioni accumulatesi negli ultimi anni, creando una situazione insostenibile. Tra queste – annota il SNDMAE – vi è la sedimentazione di norme burocratiche concepite per essere applicata in Italia; ma con effetti molto negativi – se non dirompenti - sull’operatività della rete diplomatico-consolare.
Vi si aggiungono inoltre norme incomprensibili – afferma il Segretario Esecutivo del SNDMAE Enrico Padula - “come quella che impone ai dipendenti di contribuire personalmente alle rilevanti spese per i traslochi di servizio, oggetto a tassazione IRPEF a danno degli interessati, creando disaffezione verso il servizio estero”.
Il Presidente De Luigi ha evidenziato che occorre subito agire anche con riguardo alle procedure di valutazione dei funzionari che, oltretutto, vengono poi non di rado svilite da considerazioni opportunistiche specie nelle nomine dei gradi più elevati.
La “crescente domanda di diplomazia e di servizio estero” – ha proseguito De Luigi - “impone una urgente presa di posizione del livello politico, tenendo pure conto del fatto che i vari provvedimenti adottati negli ultimi anni hanno colpito più il nostro che altri corpi dello Stato, data la scarsità di risorse precedenti, ma con effetti gravissimi sull’efficacia dell’azione della rete estera”. (aise)