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FARNESINA: SNDMAE, RIDUZIONE RISORSE DANNEGGIA RETE DIPLOMATICA
Lancio AdnKronos
05 luglio 2018

5 luglio 2018, h. 23:20

''Oggi parliamo di fatti con cifre e non   solo di opinioni con aggettivi. E' evidente la contraddizione tra i   cambiamenti geopolitici che richiedono un maggiore impegno in politica  estera e la riduzione delle risorse a disposizione del Ministero degli  Affari Esteri e della rete diplomatico-consolare che danneggia anche   5,6 milioni di residenti all'estero e le imprese italiane". Con queste  considerazioni, l'Amb. Francesco Maria Talò, già Ambasciatore in   Israele, ha inaugurato oggi come Presidente dei lavori l'Assemblea del  SNDMAE, il Sindacato rappresentativo della carriera diplomatica.     Le risorse destinate al Ministero degli Esteri sono da considerare   come veri e propri investimenti a favore dei posti di lavoro per gli   italiani in un contesto che vede la nostra economia salvata solo   grazie alle esportazioni: negli ultimi 7 anni - secondo i dati ISTAT   elaborati dalla SACE - il PIL italiano sarebbe inferiore di oltre 6   punti percentuali senza l'apporto dei beni e servizi che riusciamo a   vendere all'estero", aggiunge.     "Si tratta inoltre di affermare la nostra identità nazionale, di   impegnarci per sostenere i centri di ricerca e le imprese che ci   rendano protagonisti nell'innovazione e di garantire efficienza a una   grande rete consolare a servizio degli italiani nel mondo. E' quindi   nell'interesse nazionale mettere subito mano a un'inversione di questa  tendenza controproducente", afferma.

La portata del messaggio di Talò è stata confermata   dalla successiva relazione del Min. Francesco Saverio De Luigi,   recentemente rieletto alla presidenza del SNDMAE, che ha presentato i   dati che documentano questa penuria delle dotazioni finanziarie e di   personale di cui soffre la Farnesina, confrontate anche con quelle di   cui dispongono gli altri Paesi.     Le risorse destinate alla Farnesina per le sue attività istituzionali   sono oggi pari allo 0,10% del Bilancio dello Stato (rispetto allo   0,14% del 2011), corrispondente allo 0,005% del PIL, in costante   diminuzione e in controtendenza rispetto alle esigenze del ''Sistema   Paese'', che si riverbera sulla dotazione di personale di ruolo sceso   drammaticamente a sole 3789 persone di ruolo. Si tratta di numeri   risibili, in assoluto e a livello comparato. In quasi il 50% delle   Ambasciate italiane lavorano al massimo 2 funzionari diplomatici e nel  23% dei casi ve ne presta servizio solo 1 e la situazione comparata   fornisce risultati desolanti.     A Pechino i diplomatici italiani sono 11, i francesi 30, i tedeschi   51. In Indonesia il totale del personale nella nostra Ambasciata è di   23 persone (3 diplomatici, altro personale di ruolo e personale a   contratto locale), in quella francese è di 126 e in quella spagnola   33; le nostre esportazioni verso l'Indonesia sono di 1,6 miliardi di   dollari, uguali a quelle francesi, mentre quelle spagnole sono di 0,5   miliardi.

Si pensa di cercare di risolvere l'''emergenza'' del   Consolato a Londra, che serve una collettività italiana oggi pari alle  popolazioni di Firenze e Bologna messe assieme, aumentando da 50 a 60   il personale complessivo della sede. Ma è come una coperta già troppo   corta che si restringe velocemente. La Farnesina, per effetto del   blocco delle assunzioni, ha già perso oltre 1000 persone negli ultimi   anni e ne perderà 100 l'anno in futuro.     Sono numeri esigui a livello nazionale, ma - ha proseguito De Luigi -   dirimenti per la posizione dell'Italia nel mondo e per gli interessi   dei cittadini e delle imprese. Un recente studio di Unioncamere del   Veneto e del CGIA Mestre ha ricordato che per ogni euro speso per la   Farnesina vi è un ritorno di almeno 20 volte superiore per il   ''Sistema paese'', alla luce anche della realtà del sistema produttivo  italiano e del ruolo delle esportazioni per la nostra economia. E' un   punto nodale, così come la realtà degli italiani residenti all'estero,  in aumento (più di un milione di persone negli ultimi 5 anni) e oggi   pari a 5,6 milioni di persone, mentre i francesi residenti all'estero   sono 1,8 milioni di persone e il bilancio del ''Quai d'Orsay'' è un   multiplo di quello della Farnesina oggi.

A suo avviso oltre a mantenere il concorso diplomatico   ed allargare subito la relativa pianta organica (diminuita di oltre il  10% nell'ultimo decennio), occorre procedere con almeno 1200   assunzioni di personale di ruolo non diplomatico, con altrettanta   attenzione verso i contrattisti locali     Occorre, continua De Luigi, inoltre valorizzare il personale e   intraprendere senza ulteriori esitazioni una politica di formazione   efficace specie in vista degli incarichi da svolgersi all'estero:   oramai siamo l'unico paese europeo privo di una formazione dedicata a   tempo pieno ed è un fatto inaccettabile nell'attuale realtà   internazionale e con i servizi per i cittadini e le imprese che la   rete diplomatico-consolare italiana è chiamata a svolgere.