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Un giovane diplomatico morto sulla breccia - Attilio Perrone Capano
07 giugno 2013

Il 7 giugno 1945 l'organo del partito d'azione "Italia Libera", spesso molto critico nell'immediato dopoguerra con la carriera diplomatica, pubblicò un articolo commemorativo della figura di Attilio Perrone Capano, morto tragicamente sul monte Cimone all'inizio di quell'anno.

Addetto alla Legazione di Budapest, Attilio Perrone Capano era stato tra i promotori della protesta contro l'adesione dell'Ambasciatore Anfuso alla Repubblica Sociale, attirandosi così l'odio dei nazi-fascisti. Venne quindi arrestato in un'imboscata dalle S.S. mentre cercava di affidare dei connazionali alla Croce Rossa Internazionale, e rinchiuso in un campo di prigionia, dapprima in Ungheria e poi in Italia, a Cesano Boscone. Riuscito ad evadere, aveva trovato rifugio con l'aiuto del fronte clandestino della Resistenza a Bologna, da dove tentò poi di raggiungere l'Italia liberata. Morì sorpreso dalla tormenta sul monte Cimone, il 3 gennaio, nel tentativo di varcare l'Appennino pistoiese. Solo dopo la liberazione venne trovato il cadavere, perfettamente conservato dalla neve. "Aveva 29 anni. E' morto dopo aver mantenuto fede ai suoi obblighi e ai suoi sentimenti fino all'ultimo"; questo il commento dell'articolo di "Italia Libera".