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Il terremoto dietro le quinte
Il Settimanale
11 giugno 2013

Nella tarda primavera del 1975 toccò l'apice la parabola dei cosiddetti "mau-mau", ovvero quel gruppo di diplomatici che, a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta, e soprattutto durante la permanenza di Fanfani alla guida del Ministero degli Esteri, avevano puntato allo svecchiamento delle strutture e della mentalità imperante alla Farnesina.

L'esponente di maggior spicco del gruppo di funzionari (definiti "mau-mau" perché, oltre alla carica rinnovatrice e a un'ottica filo-terzomondista la maggior parte di essi aveva in comune l'iniziale lettera m del cognome), l'ambasciatore Raimondo Manzini diveniva, infatti, Segretario Generale, sostituendo nella carica l'ambasciatore Roberto Gaja, destinato a Washington, con l'ambasciatore Roberto Ducci, Direttore Generale degli Affari politici, inviato a Londra.

"Il Settimanale" pubblicò l'11 giugno 1975 un articolo dal titolo: "Il terremoto dietro le quinte",  dedicato a questo passaggio di consegne destinato a segnare un'epoca alla Farnesina. L'avvicendamento Gaja-Manzini venne inserito nel più ampio movimento diplomatico della storia repubblicana, deciso in un vertice a tre fra Moro, Rumor e Fanfani la sera del 23 maggio.

La stampa di sinistra fu particolarmente critica degli esiti del movimento diplomatico, perché vi vide un tentativo di rafforzamento del controllo della DC sulla Farnesina. Non a caso, la scelta di Manzini venne adottata a discapito di un altro membro illustre del gruppo dei "mau-mau", l'ambasciatore Francesco Malfatti di Montetretto, Capo missione a Parigi, di orientamento filo-socialista.