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ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEI SOCI DEL SNDMAE
Roma, 14 luglio 2016

MOZIONE PROGRAMMATICA

L’Assemblea Generale ordinaria dei soci dà mandato al Consiglio di svolgere la sua azione lungo le seguenti linee prioritarie:

  1. Rilanciare il SNDMAE. Il SNDMAE deve ricostruire su basi profondamente rinnovate la sua funzione di rappresentanza, tutela e proposta nei riguardi dell’Amministrazione degli Affari Esteri e verso referenti esterni, proponendosi con maggiore incisività e coinvolgimento degli iscritti come un interlocutore forte, autorevole, responsabile, coerente, indipendente e soprattutto portatore di idee coraggiose, innovative e realizzabili nel solo interesse del servizio. Il SNDMAE deve rafforzare la sua legittimità e credibilità come punto focale di aggregazione, articolazione ed espressione delle istanze dei membri del sindacato, in stretta cooperazione, laddove possibile, con altre realtà sindacali e associazioni della carriera diplomatica e delle altre carriere del Ministero. 
  2. Rinnovare il Contratto di lavoro. Il SNDMAE dovrà richiedere all'Amministrazione una pronta apertura dei negoziati alla Funzione Pubblica per il rinnovo del contratto di lavoro dei diplomatici.  Sul fronte economico, dovrà essere reperita la massima quota di risorse utili, per perequare gli effetti del mancato adeguamento degli ultimi anni. Sul fronte giuridico, bisognerà approntare una piattaforma di rivendicazioni per negoziare l’inserimento nel nuovo contratto di alcuni istituti essenziali per il lavoro e la tutela dei diplomatici, sia in relazione al servizio svolto in Italia che di quello all'estero.
  3. Rafforzare la coesione e la solidarietà. Come datore di lavoro, l’Amministrazione deve garantire in ogni suo atto il massimo rispetto della dignità di tutto il personale, incoraggiandolo, proteggendolo, sostenendolo e soprattutto motivandolo, specie nelle condizioni e situazioni più difficili e nei contesti più rischiosi. Il SNDMAE deve esigere prese di posizione pubbliche più determinate ed inequivocabili, anche nelle sedi istituzionali, da parte del vertice amministrativo e politico a tutela dei dipendenti della Farnesina, e miranti ad una valorizzazione della loro professionalità e dedizione al servizio, come è prassi regolare di organi costituzionali della Repubblica e di altre carriere dello Stato.
  4. Investire in formazione. Il SNDMAE deve stimolare l'Amministrazione a porre la formazione alla base della propria strategia politica. La maggior attenzione alla formazione deve concretarsi in un impulso agli investimenti nel settore e alla promozione di politiche di aggiornamento, di tutto il personale e a tutti i gradi, rispondenti a criteri di modernità ed efficacia, utilizzando in modo opportuno l’eccezionale patrimonio di esperienze professionali esistente alla Farnesina e metodi “tra pari”per l’acquisizione di crediti formativi. L'Amministrazione deve operare per rimuovere gli ostacoli che ancora oggi si frappongono alla regolare frequentazione dei corsi di aggiornamento da parte del personale. Inoltre, deve creare canali privilegiati per favorire le esperienze dei propri funzionari presso altre istituzioni, regioni ed enti locali, imprese, organizzazioni internazionali o presso altri servizi diplomatici, riconoscendone il valore in termini di arricchimento professionale per l’intera Carriera. Devono essere valutati, in questo contesto, i problemi posti dall’accorpamento delle agenzie formative pubbliche all’interno della Scuola Nazionale dell’Amministrazione rispetto alla necessità di una formazione mirata e specialistica per il personale del MAECI.
  5. Una cultura del merito. Gli sviluppi di carriera e l’avanzamento professionale rappresentano fattori determinanti in una struttura d’eccellenza come la Farnesina. La politica dell'Amministrazione in tema di scorrimento di carriera non può perciò essere ondivaga e dettata da fattori contingenti; deve, invece, essere lineare, costante, e informata al principio di trasparenza nelle scelte e saldamente ancorata al merito, valutato sulla base di criteri condivisi. In questa ottica, assume un ruolo centrale il conseguimento degli obiettivi. A tal fine, il SNDMAE deve farsi promotore di una revisione dell’attuale sistema di valutazioni in senso più trasparente e pluralistico, senza escludere metodi fortemente innovativi, che prevedano, ad esempio, non solo una valutazione dall’alto, ma anche, come elemento complementare, le migliori pratiche di valutazione dl basso in uso in organizzazioni complesse. Il SNDMAE dovrà battersi affinché il servizio all'estero venga riconosciuto come il momento fondamentale e centrale della carriera di ogni singolo funzionario, e come componente essenziale della specificità stessa del MAECI nell'ambito della funzione pubblica italiana. L'Amministrazione dovrà inoltre valutare adeguatamente il servizio in sedi disagiate e fortemente disagiate, e stimolare cambiamenti normativi affinché tale servizio mantenga tutti gli incentivi per il servizio svolto in condizioni straordinarie, evitando paradossali effetti penalizzanti, ad esempio, a livello previdenziale.  Nella fase attuale, anche a causa di scelte opinabili compiute in passato, risultano ingiustamente penalizzati interi gruppi generazionali e frustrate le loro legittime aspettative di crescita professionale. Tale situazione è patologica ed insostenibile, e rischia di minare alla base la motivazione e le attese di molti validissimi funzionari, giovani e meno giovani. Di conseguenza l’amministrazione deve promuovere una urgente riforma strutturale del sistema di scorrimento della carriera diplomatica, che assicuri una fisiologica progressione dei percorsi di carriera. Nel frattempo, l'Amministrazione deve porre in essere misure contingenti e mirate, utilizzando tutti gli strumenti legislativi vigenti, compreso il collocamento fuori ruolo, che ha anzitutto il vantaggio di rendere più presente la Farnesina nelle Amministrazioni e negli Enti esterni e, come effetto indotto, aumenta la disponibilità di posti per gli avanzamenti. Il SNDMAE dovrà inoltre vegliare affinché i criteri per il pre-pensionamento del personale rispondano in primo luogo al principio irrinunciabile della volontarietà, prevedano adeguati incentivi laddove necessario e siano articolati in modo chiaro, oggettivo e con validità erga omnes.
  6. Una cultura della trasparenza. Il SNDMAE dovrà esigere dall’Amministrazione massima e verificabile trasparenza in tutte le sue determinazioni, che devono rispondere al principio del rendere contoanzitutto nei riguardi del personale della Farnesina. La necessaria discrezionalità non può mai essere confusa con l’arbitrio. In particolare, si dovrà richiedere la pubblicizzazione degli incarichi a Roma e all’estero prevedendo, specie per la nomina dei Capi Missione, la formazione di agili commissioni consultive e/o lo svolgimento di colloqui per accertare capacità e motivazioni dei candidati. Un’altra innovativa soluzione istituzionale interna potrebbe consistere nel prevedere un ruolo collegiale del Consiglio di Amministrazione per la proposta di candidati alle posizioni apicali e ai posti di Capo Missione. Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle candidature di funzionari ai posti in pubblicità per il SEAE, garantendo il massimo sostegno dell’Amministrazione e, per i posti apicali, del vertice politico del Ministero e del Governo nei casi di interesse nazionale. Andrà in ogni caso ribadita, in tutte le sedi, l’assoluta rilevanza dell’esperienza della Carriera diplomatica nello svolgimento delle funzioni proprie, soprattutto nei ruoli apicali di Capi Missione e di vertici amministrativi in sede. Andranno a tal fine opportunamente valorizzati i dettami costituzionali esistenti in materia di accesso alla Carriera per concorso e di imparzialità della Pubblica Amministrazione.
  7. Rafforzare le politiche di coppia e di genere. Il SNDMAE dovrà rivendicare maggiore incisività per l’azione dell’Amministrazione nel permettere la realizzazione della vita familiare dei diplomatici, incluse le coppie di fatto, favorendo azioni concrete contro ogni forma di discriminazione diretta o indiretta basata sul genere o sull’orientamento sessuale. Il SNDMAE dovrà favorire una promozione delle pari opportunità e dell’equilibrio di genere nel contesto della Farnesina.
  8. Trasformare i metodi di lavoro. Il SNDMAE dovrà incoraggiare l’Amministrazione a razionalizzare metodi e procedure di lavoro, orari ed adempimenti burocratici. In particolare per il servizio all'estero è necessaria una semplificazione delle procedure che attualmente comportano un onere lavorativo spesso ridondante, soprattutto per i Capi Missione. Ad esempio, la proliferazione e non compatibilità tra loro di programmi informatici gestionali per le sedi estere implica, in luogo di una semplificazione e velocizzazione degli adempimenti, inutili duplicazioni, lungaggini burocratiche e un costoso aggravio amministrativo. Dovranno essere stimolate forme di operatività “orizzontali” incoraggiando una maggiore responsabilizzazione dei funzionari fin dai gradi iniziali e trovando anche soluzione al problema della titolarità degli uffici da parte dei funzionari appartenenti al grado di Consigliere di Legazione. L'Amministrazione dovrà favorire una semplificazione dei processi di redazione ed approvazione della documentazione d’ufficio. Dovrà essere assicurato in modo più strutturale, incisivo e regolare il coinvolgimento delle sedi all’estero nel processo decisionale. Più in generale, il SNDMAE dovrà esigere la creazione di un contesto di lavoro più favorevole, basato sulla fiducia e sulla valorizzazione e non condizionato, come ad esempio nel caso della sicurezza informatica, da limiti tecnologici dovuti alla strutturale e cronica mancanza di investimenti. Basti ricordare che all’incoraggiamento verso la “diplomazia digitale” e all’innovazione tecnologica si accompagna assurdamente, presso l’Amministrazione centrale, all’interdizione dall’accesso ai principali social network e a forti e inaccettabili restrizioni all’uso della rete globale. Il SNDMAE dovrà inoltre spingere l'Amministrazione ad adottare ogni misura per la conciliazione tra vita lavorativa e personale, nella consapevolezza che un maggior equilibrio si tradurrebbe in un immediato beneficio in termini di accresciuta motivazione, serenità nelle decisioni, minori tensioni. 
  9. Rilanciare la Farnesina. In un complesso quadro mondiale ed europeo in profondo mutamento, caratterizzato da crisi sistemiche, un Paese con il ruolo e le aspirazioni dell’Italia deve riformulare la funzione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale come snodo essenziale ed efficace della politica estera, moltiplicatore di opportunità e punto di riferimento per la proiezione e il rafforzamento del Paese nel contesto globale. Il SNDMAE non farà certo mancare all’amministrazione il suo convinto e determinato sostegno in tutte le sedi opportune affinché le risorse e le capacità siano urgentemente adeguate agli obiettivi politico-strategici dichiarati del Paese ed enunciati dal Parlamento e dal Governo. In particolare, il SNDMAE deve porre al centro della sua azione proposte e iniziative per una incisiva riqualificazione della rete estera, in quanto risorsa fondamentale non solo della Farnesina ma patrimonio di strutture, conoscenza ed esperienza al servizio del Paese. In questo contesto, il SNDMAE dovrà promuovere e sostenere, in collaborazione con altre istanze rappresentative del mondo diplomatico (ad esempio, l’Associazione Diplo21) momenti di approfondimento, confronto e dialogo sulle nuove sfide della diplomazia con gli altri interlocutori istituzionali, esponenti della società civile, del mondo economico, della cultura, dell’informazione. Il pluralismo degli attori della politica estera, la rilevanza assunta dalla politica internazionale per la stessa opinione pubblica, e la necessità di rispondere con prontezza alle crisi richiedono infatti un approccio condiviso e un consenso diffuso.