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ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEI SOCI DEL SNDMAE
Roma, 1° marzo 2016

MOZIONE PROGRAMMATICA

L’Assemblea generale ha preso atto dell’aggravarsi della situazione all’interno della Farnesina e della rete all’estero.  Questa situazione è conseguenza di decisioni accumulatesi nel corso di molti anni che hanno inciso sulle capacità operative del MAECI con grave insoddisfazione del suo personale. Crescente è la divaricazione tra le potenzialità disponibili e le condizioni in cui, nonostante l’impegno dei dipendenti, il Ministero versa attualmente. Troppo spesso i dipendenti sono costretti a sopperire alla scarsità di risorse della Farnesina con gravi sacrifici personali per poter garantire la funzionalità della struttura. Malessere profondo, se non vero e proprio grave disappunto, sono quindi sentimenti ampiamenti diffusi, come da ultimo reso ancora più evidente dalle reazioni ad una recente nomina politica di un Capo Missione.
Questo, in un quadro internazionale come l’attuale che, al contrario, vede riaffermato a livello istituzionale, politico e di opinione pubblica, il ruolo primario della politica estera in quanto azione mirata a tutelare l’interesse nazionale, a rafforzare l’influenza e la rilevanza dell’Italia nel mondo e, soprattutto, a proteggere la sicurezza e promuovere il benessere dei nostri concittadini.  
La carriera diplomatica è un corpo dello Stato al servizio della Repubblica, delle sue istituzioni e dei cittadini che si distingue per la sua imparzialità e la sua neutralità rispetto agli orientamenti politici dei governi. Il SNDMAE crede fortemente nel valore aggiunto che ogni singolo diplomatico apporta alla carriera che da sempre si caratterizza, nel suo insieme, per professionalità ed alto senso dello Stato e del dovere. In tal senso, il SNDMAE è pronto a farsi parte attiva affinché la Carriera venga messa nelle condizioni di svolgere sempre meglio le proprie nevralgiche funzioni ed è quindi pronto a fornire il proprio contributo nelle consultazioni che il Parlamento, attraverso le Commissioni Affari Esteri, sta avviando proprio sulla tematica degli strumenti della politica estera.
Il SNDMAE si attende sin d’ora correttivi concreti, non vuote parole, per affrontare in maniera organica le numerose criticità che ci riguardano più direttamente come Sindacato e che si riverberano direttamente sulla funzionalità del MAECI.
Ciò premesso, l’Assemblea generale, consapevole della necessità non più rinviabile di rispondere in modo concreto alle sfide di oggi, dà mandato al Consiglio di svolgere la sua azione lungo le seguenti linee prioritarie:

  1. Adeguatezza strumenti-obiettivi. Adoperarsi per la valorizzazione del ruolo della Farnesina e per l’attribuzione alla stessa di risorse adeguate alle sue prerogative istituzionali.  In questa ottica: riaffermare all’esterno il ruolo della Farnesina ed incoraggiare l’Amministrazione a   ridefinire geograficamente e modernizzare la rete estera che, affidataci in via esclusiva, costituisce un patrimonio di importanza strategica per l’intero Paese.

  2. Trasparenza e qualità. Incoraggiare l’avvio di riforme per il miglioramento delle professionalità e dei servizi che passi per una maggiore attenzione alla formazione ed alla motivazione di tutto il personale. In questo ambito: promuovere una riforma strutturale del sistema di scorrimento della carriera diplomatica - che vede oggi penalizzati interi gruppi generazionali e frustrate le loro legittime aspettative di crescita professionale - usando del caso gli strumenti legislativi vigenti e, coerentemente, una revisione dell’attuale sistema di valutazioni in senso più oggettivo, inclusivo, trasparente e misurabile. Analogamente, chiedere all’Amministrazione massima trasparenza per la pubblicizzazione e l’assegnazione degli incarichi a Roma e all’estero prevedendo la formazione di apposite commissioni e lo svolgimento di colloqui per accertare capacità e motivazioni dei candidati.

  3. Valorizzazione. Chiedere all’Amministrazione maggior attenzione ed investimenti sulla formazione e l’aggiornamento - di tutto il personale - che deve rispondere a criteri di modernità ed efficacia e contribuire a sviluppare e rafforzare le competenze dirigenziali e le specializzazioni; chiedere la valorizzazione delle attitudini, delle conoscenze e delle esperienze, invitando l’Amministrazione a farne maggiore e migliore utilizzo anche a fini di formazione interna; incoraggiare l’Amministrazione a favorire le esperienze dei propri funzionari presso altre istituzioni, regioni ed enti locali, imprese, organizzazioni internazionali o presso altri Servizi Diplomatici quali in primis il SEAE riconoscendone il valore in termini di arricchimento professionale per l’intera Carriera.

  4. Politiche di coppia e di genere. Rivendicare maggiore incisività per l’azione dell’Amministrazione nel permettere la realizzazione della vita familiare dei diplomatici di qualunque genere ed orientamento, favorendo azioni concrete contro ogni forma di discriminazione; promuovere le pari opportunità e l’equilibrio di genere.

  5. Razionalizzazione. Incoraggiare l’Amministrazione a razionalizzare metodi e procedure di lavoro, orari ed adempimenti burocratici - anche attraverso il miglior uso della digitalizzazione - per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e personale.  Promuovere forme di operatività “orizzontali” incoraggiando una maggiore responsabilizzazione dei funzionari fin dai gradi iniziali e trovando anche soluzione al problema della titolarità degli uffici da parte dei funzionari appartenenti al grado di Consiglieri di Legazione. Esigere dall’Amministrazione una semplificazione dei processi di redazione ed approvazione della documentazione d’ufficio.

  6. Contratto di lavoro e dotazioni finanziarie. Richiedere all'Amministrazione di negoziare in modo incisivo con le controparti ministeriali competenti la massima quota fondi disponibile per il rinnovo del contratto di lavoro dei diplomatici, anche nell’ottica di perequare gli effetti del mancato adeguamento degli ultimi anni. In tale contesto, esigere con fermezza dall’Amministrazione disporre allo studio una normativa ad hoc che consenta di negoziare l’inserimento nel nuovo contratto anche di alcuni aspetti giuridici essenziali per il lavoro, tra cui il periodo di servizio trascorso all’estero.