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RELAZIONE CONSUNTIVA
DEL PRESIDENTE USCENTE MARIA ASSUNTA ACCILI

Vorrei formulare al nuovo Esecutivo ed in particolare al Presidente De Agostini i miei migliori auguri per il lavoro che attende in Sindacato nel prossimo anno con l’auspicio che non ci si debba più confrontare con le eccezionali circostanze congiunturali che hanno caratterizzato l’annus horribilis 2011.
Sulla base del mandato ricevuto dall’Assemblea dei Soci, il Consiglio si è concentrato su alcune priorità che, con sfumature diverse, non sono molto mutate nel corso degli ultimi anni e non sembrano destinate a cambiare radicalmente nel prossimo futuro: essenzialmente poiché si tratta di problematiche strutturali relative all’organizzazione di questo Ministero ed al funzionamento dell’apparato statale più in generale.
Per quanto attiene alle risorse, nonostante il fermo richiamo del SNDMAE all’esigenza di preservare la capacità operativa di una struttura tanto piccola quanto strategica per la tutela degli interessi nazionali, non si è potuto sfuggire alla pesante contrazione delle risorse destinate al Ministero degli Affari Esteri attraverso le manovre adottate per far fronte alla crisi economica e finanziaria del Paese. Forte e chiaro è stato quindi l’appello di questo Sindacato all’Amministrazione e, soprattutto, al Governo affinché, da un lato, fossero evitati tagli lineari ai vari capitoli e, dall’altro, si avviasse un dialogo sul rapporto tra priorità e risorse con l’obiettivo di migliorare la qualità della spesa. La riduzione degli stanziamenti destinati al MAE nel triennio 2011/2013, su cui non esistevano margini negoziali di nessun genere, ha posto per la prima volta dagli anni ’90 il dilemma dei tagli ai compensi stipendiali ed alle indennità del personale. Sugli stipendi non ci siamo potuti sottrarre all’applicazione, valida per tutti i funzionari pubblici, del taglio del 5% e 10% sui redditi rispettivamente superiori ai 90.000 e 150.000 Euro, mentre sull’ISE la soluzione di compromesso identificata a seguito di una lunga trattativa con l’Amministrazione e di una consultazione aperta con i Soci ha lasciato tutti inevitabilmente un po’ scontenti. Alla maggioranza degli iscritti è tuttavia apparso impraticabile per motivi d’immagine e di sostanza un azzeramento quasi totale delle attività d’istituto a vantaggio della salvaguardia delle nostre remunerazioni, così come non è apparso accettabile che si incidesse esclusivamente sull’ISE personale (destinata a coprire le spese da sostenere all’estero per sostentamento, alloggi, scuole, sanità, trasporti ecc), ma è stata preferita una temporanea riduzione dell’assegno di rappresentanza a fronte di una minore incidenza sull’ISE personale. Occorrerà ora vigilare che l’applicazione della circolare sull’utilizzo delle spese di rappresentanza sia il più flessibile e discrezionale possibile in rapporto agli impegni assunti dai singoli funzionari nelle sedi di servizio e, soprattutto, che il sacrificio sull’ISE sia limitato all’anno corrente, come già convenuto con l’Amministrazione.
Ricorderete come lo scorso anno si fosse ipotizzata un’azione di comunicazione congiunta con le altre organizzazioni sindacali che riuniscono i dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni intesa a prevenire il taglio delle risorse. Il precipitare della crisi, o forse una più realistica consapevolezza della misura del problema debitorio che l’Italia si trovava ad affrontare, ha indotto il gruppo di colleghi appartenenti ai vari comparti evitare esternazioni che avrebbero rischiato di non esser comprese nel clima di austerità che ha colpito il Paese. Estremamente utile è stato invece il confronto con i colleghi stranieri intervenuti alla tavola rotonda sul ruolo della diplomazia nella società della comunicazione che ha evidenziato la comune difficoltà ad identificare formule efficaci di  divulgazione dell’ubi consistam di una professione che ha difficoltà ad interfacciarsi con l’opinione pubblica, con i media, con le lobby, talora con i titolari dell’autorità politica.
Un altro tema sul quale il Consiglio ha svolto un’azione di coordinamento e sostegno ai Soci interessati è stato quello delle ”promozioni bianche”. Quattro gruppi di ricorsi sono stati avviati ai quali il Sindacato si è associato ad adiuvandum, non essendo risultato possibile sostituirsi ai colleghi colpiti dalla misura in questione, non soltanto per motivi di titolarità del diritto ma anche per motivi di bilancio. Le prime udienze del TAR del Lazio sono state fissate per il mese di maggio e solo allora si avrà un’idea più precisa dei gradi di giudizio necessari per ottenere giustizia.
Nonostante il modesto progresso registrato sulla questione del pagamento delle missioni, la disciplina della materia resta del tutto insoddisfacente: innanzitutto perché discriminatoria (non si capisce il motivo per cui chi va in missione in teatri di guerra o di disastri naturali, in Paesi disagiati per assistere connazionali in pericolo o in sedi multilaterali per tutelare la posizione italiana debba esser trattato peggio di chi va a negoziare questioni connesse al debito pubblico…). Spiace constatare che su questo come su altri argomenti si sia registrato con il MEF un dialogo tra sordi.
Nel corso del 2011 abbiamo inoltre assiduamente vigilato sulla vexata questio dell’età pensionabile, al cui riguardo non tutti gli interrogativi sono ancora sciolti. Come sapete, esiste una fascia generazionale discriminata sia rispetto ai colleghi più anziani che avevano potuto optare per il mantenimento in servizio fino ai 67 anni, sia rispetto alle successive generazioni che dovranno adeguarsi al graduale innalzamento dell’età del pensionamento. In principio sarebbe stato accettabile un intervento equitativo valido erga omnes che non avesse messo a rischio i reclutamenti, che avesse potuto contare su risorse economiche addizionali e che non avesse causato, con gli opportuni accorgimenti, un intralcio ai normali scorrimenti di carriera. Non risultando possibile rispettare tali condizioni, il Sindacato si è opposto ad iniziative che avrebbero interessato un numero ristrettissimo di funzionari ed apparivano quasi ad personam.
Sul fronte della trasparenza nell’assegnazione delle funzioni apicali in Italia ed all’estero che fa oggetto di confronto con l’Amministrazione da lungo tempo, non si è ottenuto che una dichiarazione di disponibilità a fornire ai singoli funzionari interessati, informazioni e orientamenti sulle posizioni vacanti e realmente disponibili. Si tratta di un approccio ancorato al principio dell’intuitus personae che pur avendo una sua logica, soprattutto per le funzioni di maggiore responsabilità con sensibile profilo politico, dovrebbe comunque essere temperato dall’applicazione di criteri obbiettivi e noti a tutti i potenziali candidati. In conclusione molto occorre continuare a fare affinché su questo tema, collegato ai metodi valutazione ed agli avanzamenti di grado, si giunga ad una disciplina più moderna e trasparente sul modello del SEAE o di altre carriere analoghe nazionali ed internazionali.
In materia di promozioni, si è registrata una positiva inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti grazie all’avanzamento di colleghi più volte scrutinati, ma tralasciati nel normale turno di promozione, spesso non per proprio demerito. C’è da augurarsi che questa impostazione non venga abbandonata e che sia confermato nei fatti che tutti abbiano la possibilità di superare eventuali impasse nello scorrimento di carriera.
L’applicazione dei nuovi meccanismi di valutazione ha dato luogo a molta delusione nelle fila degli iscritti. E su questo è stato avviato un dialogo con l’Amministrazione affinché sia corretto il tiro tenendo conto che l’obiettivo fondamentale dell’insieme di esercizi connessi alla misurazione delle performance ed alla valutazione dei risultati deve restare quello di motivare e valorizzare il personale di ogni ordine e grado. In sostanza, la valutazione deve contribuire all’identificazione delle qualità individuali, deve stimolare la crescita professionale, deve costituire uno strumento di formazione permanente attraverso il quale i valutatori non si limitano a giudicare asetticamente i colleghi più giovani riempiendo delle caselle, ma riversano su di essi le proprie esperienze e contribuiscono alla loro crescita professionale.
Altra questione che non si risolve poche battute, ma sulla quale occorre continuare a fornire contributi costruttivi di idee all’Amministrazione è quello delle politiche di sostegno alla famiglia, di attenzione per le coppie, di tutela dell’uguaglianza di genere e se su questi argomenti si è riscontrata una sensibilità, a mio avviso convinta dei nostri vertici, non si è ancora giunti alla definizione di ipotesi di disciplina oggettiva, ma semplicemente ad una generale disponibilità alla considerazione delle singole situazioni, caso per caso. Non è una metodologia totalmente soddisfacente, ma certamente è un passo avanti nella giusta direzione. Del resto questo genere di problematiche, aperte da decenni, non si risolve con qualche giro di consultazioni, ma deve restare nell’agenda del Sindacato fino all’identificazione di una soluzione accettabile per tutti.
Insomma il cahiers des dolèances resta lungo: l’attuazione della riforma, in assenza di risorse adeguate, presenta molti punti deboli; la centralità del Ministero nella proiezione estera del Paese va riaffermata in continuazione, mentre la tutela delle competenze è una battaglia permanente; il recupero delle risorse e la ridefinizione delle priorità su cui pure il Sindacato si è espresso molto chiaramente restano questioni aperte. E poi c’è il funzionamento della macchina amministrativa, la semplificazione, la formazione, l’informatizzazione, la riorganizzazione della rete e dei servizi: tutti argomenti che in tempi di crisi è difficile affrontare senza tema di ripercussioni negative sui dipendenti.
Insomma, molto resta da fare e credo che l’unità degli iscritti e più in generale del comparto MAE sia fondamentale per la tutela dei nostri interessi. Registro in conclusione, con estrema soddisfazione personale, due dati statistici che mi sembrano di fondamentale importanza: per la prima volta dopo anni, il numero dei nuovi iscritti è tornato a superare quello dei Soci che hanno lasciato il sodalizio, soprattutto per raggiunti limiti di età, ed sono aumentate le iscrizioni dei più giovani che in tempi recenti avevano mostrato minore interesse per l’attività sindacale. La Farnesina migliore che tutti vogliamo sarà la loro e dobbiamo costruirla insieme.