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Il gelo Usa-India: una lezione anche per l'Italia
02 aprile 2014

I diplomatici vanno e vengono, niente di strano. Il caso di Nancy Powell, ambasciatore degli Stati Uniti a New Delhi, è però interessante: racconta quanto gli indiani siano duri e scaltri nelle relazioni con gli altri Paesi.

La signora Powell, 67 anni, era arrivata in India due anni fa; lunedì ha fatto sapere che a fine maggio se ne andrà. Non ne ha spiegato le ragioni e il dipartimento di Stato Usa ha negato che il rientro anticipato dipenda dalla disputa sulla vicenda della viceconsole indiana a New York Devyani Khobragade.

Al  Corriere risulta però che la realtà sia un'altra. Lo scorso dicembre, la signora Khobragade era stata accusata dalle autorità americane di avere portato negli Stati Uniti una domestica indiana falsificandone i documenti e con la frode. La viceconsole non fu trattata bene, fu persino sottoposta a una perquisizione corporale. In India la vicenda sollevò proteste; rimozione delle misure di sicurezza attorno all'ambasciata Usa a Delhi; inchieste per frode alla scuola americana della capitale; e molto altro. Soprattutto, cadde il gelo sui rapporti diplomatici: da allora l'ambasciatrice Powell è "inesistente" per le autorità indiane. Da qui, secondo fonti diplomatiche di Delhi, la decisione di andarsene, nella speranza che un nuovo ambasciatore possa allentare la tensione.

L'Italia, alle prese con il caso dei marò, e l'Occidente possono trarre insegnamenti dalla vicenda. Oggi anche la diplomazia deve fare i conti con potenze emergenti sempre più assertive e spesso mosse da una sindrome da passato coloniale.