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Made in Italy, più fondi alle ambasciate
05 giugno 2014

Sarà una diplomazia sempre più «economica». Mini-riforma in arrivo per la Farnesina. Al ministero degli Esteri infatti viene affidato il compito di svolgere anche attività di promozione dell'Italia nel mondo e sostenere il Made in Italy. Sono alcune delle novità previste in un emendamento al dl Irpef approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Un ruolo cruciale dunque per il personale diplomatico a sostegno dell'attività delle imprese all'estero e dell'internazionalizzazione del sistema produttivo che esige un lavoro sempre più di squadra da parte delle istituzioni e della politica. La sfida arriva alla vigilia di appuntamenti importanti come la presidenza italiana della Ue e l'Expo2015 e colloca il personale diplomatico in prima linea nella lotta sui mercati globali per la difesa del Made in Italy. In concreto significherà aiutare le aziende a conquistare mercati emergenti a rafforzarsi in quelli tradizionali, ma anche ad attrarre investimenti esteri in Italia, promuovere l'arrivo di turisti. Attività già parzialmente svolte dal personale diplomatico, ma che saranno rafforzate. E a questo scopo viene istituito un fondo ad hoc, con una dotazione di 28 milioni per il biennio 2015-2016. Risorse finanziate grazie a tagli a indennità e spese di rappresentanza del personale diplomatico. La proposta di modifica introduce infatti una cura dimagrante per la Farnesina con lo stop alle spese di rappresentanza per i reggenti e i sostituti dei capi della diplomazia, e alle spese extra dei dipendenti delle sedi estere del ministero. In dettaglio, il testo prevede che sia svolta «attività per la promozione dell'Italia» anche sviluppando «contatti di natura economico-commerciale». Di fatto gli uffici all'estero svolgeranno attività di promozione e di sviluppo di «iniziative e contatti di natura politica e economico-commerciale e culturale» nell'interesse del sistema Paese, e «ad accedere a fonti di informazione e a tutelare le collettività italiane all'estero». Per svolgere queste attività sono individuate risorse da 15 milioni per il 2015 e 13 milioni per il 2016.

Le nuove attività si legge nell'emendamento delle commissioni Finanze e Bilancio del Senato partiranno dal 1 gennaio 2015 e la dotazione del fondo ad hoc, sarà determinata «sulla base degli oneri connessi ad attività quali il ricevimento annuale della festa della Repubblica, i ricevimenti in onore di autorità del Paese di accreditamento, o di personalità in visita ufficiale». Nonché si aggiunge «tenendo conto del trattamento economico per il personale di servizio necessario al funzionamento delle residenze ufficiali». A finanziare il fondo si provvede «mediante corrispondente riduzione all'autorizzazione di spesa relativa alle indennità» di servizio all'estero. Con l'emendamento di fatto si tagliano le spese di rappresentanza, anche per i reggenti e per i sostituti dei capi della diplomazia. Arriva invece un aumento del personale a contratto delle varie sedi all'estero che passa a 2600 unità per il 2015, 2650 unità per il 2016 e 2700 dal 2017.
Intanto sul fronte conti, secondo i dati dell'annuario statistico 2014 del ministero, va registrato che ammonta a 1,634 miliardi di euro (+1,5% rispetto al 2013) il bilancio di previsione della Farnesina. Includendo l'Aps (aiuti per lo sviluppo), il dato 2014 si attesta a 1,815 miliardi di euro (con un calo dell'1,2% rispetto al 2013). Il bilancio della Farnesina rappresenta, al netto dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, lo 0,20% del bilancio dello Stato, in diminuzione dello 0,21% rispetto al 2013.

LA NORMA


Attività di promozione
Al ministero degli Esteri viene affidato il compito di svolgere anche attività di promozione dell'Italia nel mondo e sostenere il Made in Italy. La novità è stata inserita in un emendamento al dl Irpef approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.


Nuove risorse
Per queste nuove competenze, viene istituito un fondo ad hoc, con una dotazione di 28 milioni per il biennio 2015-2016. Risorse finanziate grazie a tagli a indennità e spese di rappresentanza del personale diplomatico.