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La Farnesina e quei canali aperti con Mosca
14 ottobre 2014

Tenere aperti i canali di dialogo, ricostruire un clima di fiducia, gettare un ponte oltre il fossato aperto dalla crisi ucraina. E' quanto sta cercando di fare la diplomazia italiana nei confronti della Russia: e un passaggio importante su questo cammino è stato l'incontro promosso a Roma dal ministero degli Esteri attraverso l'Ispi, l'Istituto per gli studi di politica internazionale. Era presente una nutrita delegazione di diplomatici ed esperti russi di alto rango, più un ventaglio di rappresentanti europei.

Non sono mancate le asperità, ma nel complesso il clima del confronto è stato disteso. In particolare i russi sono apparsi desiderosi di proiettarsi al di là della crisi ucraina. Gli inviati di Mosca hanno richiamato la necessità di costruire uno spazio unificato di sicurezza in Europa, lamentando l'incapacità di Ue e Russia di coordinarsi sull'Ucraina. Di qui la necessità di restaurare il dialogo, di creare gruppi di contatto sulla crisi, di incoraggiare l'incontro al più alto livello politico per un nuovo sistema di sicurezza nello spazio Euro-atlantico. Una dimensione da completare con un serio dialogo su uno spazio economico comune.

Certo, ci sono stati gli avvertimenti contro ulteriori allargamenti della Nato e la messa in guardia da progetti di regime change, ma è prevalso l'appello a pensare strategicamente in direzione di una Grande Europa. E da parte occidentale c'è stato lo sforzo di comprendere, se non le ragioni, almeno le motivazioni della condotta russa