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Turchia e Armenia. proposta di un accordo
di Carlo Marsili
"Corriere della Sera", rubrica: "Interventi e repliche"
06 maggio 2015

Sulla questione armena, mi sembra che si possa formulare qualche ulteriore osservazione anche sulla base della mia trascorsa esperienza di Ambasciatore d'Italia in Turchia. Le prime rivolte armene all'interno dell'Impero Ottomano esplosero verso la fine dell'Ottocento , con la creazione di fronti patriottici tra Van e Erzurum e con centrali dislocate in Russia . Nel 1915 l'esercito ottomano, alleato delle Potenze Centrali, aveva subito una disfatta presso Kars, a opera dell'armata russa del Caucaso, e risulta che unità di volontari armeni vi fossero inquadrate. Qualche mese dopo il ministro della Guerra ottomano, Enver Pasa, ordinò che gli armeni facenti parte dell'esercito fossero dismessi e assegnati a reparti non operativi per timore di collaborazionismo con i russi. Qualche mese dopo gli armeni crearono una roccaforte autonoma a Van e, a seguire, cominciarono le prime deportazioni motivate dall'accusa di collaborazionismo con il nemico. È quindi obiettivamente difficile prescindere dal dato di fatto storico che l'Impero Ottomano stava attraversando un periodo di gravi sconfitte militari ed era preso tra due fuochi, quello russo a est e quello anglo-francese a ovest. Le deportazioni degli armeni, che riguardarono essenzialmente la numerosa collettività delle province rurali e in misura molto minore quella che viveva nelle grandi città di Istanbul e Smirne, vanno quindi inquadrate in questo contesto. II che, senza voler nulla giustificare , spiega perché non ci sia consenso degli storici sulla configurazione di genocidio per i massacri degli armeni nel 1915 (il maggior storico del Medio Oriente, Bernard Lewis, ad esempio, lo nega ), anche in mancanza di un approfondimento dei fatti attraverso una commissione di ricercatori sotto l'egida delle Nazioni Unite con accesso agli archivi sia ottomani, sia di Paesi terzi che la Turchia, a quanto mi risulta , sarebbe disposta ad accettare. Questa potrebbe essere altresì la strada per la riconciliazione tra i due Paesi.