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EGITTO-ITALIA. L'INCENTIVO È LA STABILITA POLITICA
24 luglio 2015

Maurizio Massari, già diplomatico a Mosca (1986-1990) e a Washington (1998-2001) è ambasciatore al Cairo da due anni e mezzo, un periodo in cui sotto le sue finestre sono passate rivoluzioni e contro rivoluzioni. «Non c'è stata occasione per addormentarsi», ha sottolineato.

Domanda. L'economia egiziana sta dando segnali di ripresa. Da che cosa dipende?

Risposta. E' l'effetto della combinazione di una nuova stabilità politica, di misure di risanamento del bilancio pubblico attuate dal governo e dell'annuncio di alcuni mega progetti di medio termine.

D. Di che cosa si tratta in particolare?

R. Nella conferenza di Sharm el Sheikh del marzo scorso sono stati annunciati piani di investimento a medio e lungo termine per 86 miliardi di dollari che riguarderanno lo sviluppo accelerato di tre grandi aree del paese.

D. Nello specifico?

R. La zona intorno al canale di Suez con tutte le strutture portuali e retroporto, il cosiddetto triangolo d'oro nel Sud est del Paese, una zona ricca di minerali. La terza è una zona costiera nord occidentale verso i confini con la Libia.

D. Ma dove si troveranno i soldi, visto che le riserve del tesoro sono ancora ai minimi storici e la debolezza del prezzo del petrolio non aiuta la bilancia commerciale?

R. Il governo punta a mobilitare investitori privati in Occidente oltre ai tradizionali alleati nel Golfo, Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati, che negli ultimi due anni hanno assicurato la stabilità finanziaria. L'obiettivo è di far diventare l'Egitto un hub regionale prioritario per quanti vogliono aprire il mercato nella regione medio orientale, in virtù dei trattati di libero scambio che aprono grosse opportunità nei mercati Mena, e soprattutto con i paesi africani.

D. Ma il debito continua a essere un ostacolo pesante.

R. Però le agenzie di rating hanno colto le novità assegnando negli ultimi report un outlook stabile, un passo in avanti. Auspichiamo comunque che vengano realizzati dalle autorità egiziane ulteriori riforme e progressi per il miglioramento del business environment.

D. Il ruolo dell'Italia in questi progetti?

R. Di primo piano. Dall'Eni, all'Edison, all'Italcementi, alla Pirelli, alla Tecnip, all'Ansaldo hanno una presenza storica e consolidata in questo paese, che consentirà di giocare un ruolo importante nei piani di sviluppo. Gli accordi alla firma e in gestazione che verranno annunciati durante la visita in Italia del primo ministro Mahlab sono un segnale importante per le imprese.

D. Si parla molto di grandi lavori e infrastrutture, ma gli affari per chi produce consumer goods non sembrano così brillanti?

R. C'è ancora un problema di redistribuzione della ricchezza nel paese e un allargamento della classe media, un obiettivo ben presente al governo.

D. In quali settori, in questa fase, il made in Italy ha buone possibilità competitive rispetto ai concorrenti europei e asiatici?

R. L'agro-industria, la logistica, l'energia incluse le rinnovabili, infrastrutture e trasporti, settori in cui la capacità competitiva è consolidata.