notizie & comunicati
 
Comunicati e lettere
 
Ritagli di stampa
 
 
Ritagli di stampa  Ritagli di stampa
 

LA DIPLOMAZIA ITALIANA, PRIMO STRUMENTO PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL PAESE: A ROMA IL CONVEGNO DEL SNDMAE

AISE
27 ottobre 2016

ROMA\ aise\ - La politica estera italiana ha davanti a sé una doppia sfida, "conoscere e gestire con sempre maggiore capacità politico-diplomatica il nostro estero vicino, con le sue pericolose aree di crisi e di conflitto" e ampliare "la presenza positiva dell’Italia nelle regioni che sono state per noi finora periferiche nel mondo, ma che saranno estremamente utili per le nostre prospettive di crescita economica e per il sostegno internazionale e multilaterale, del quale l’Italia ha costante bisogno". 

Con questo messaggio, il Presidente del SNDMAE Paolo Serpi ha inaugurato ieri il seminario “La Diplomazia italiana, primo strumento per l’internazionalizzazione del Paese”, che il sindacato maggioritario della carriera diplomatica ha organizzato alla Residenza di Ripetta insieme allo IAI, l'Istituto Affari Internazionali, alla presenza, tra gli altri, dei rappresentanti diplomatici delle Ambasciate accreditate a Roma, tra cui più di 20 Ambasciatori.
"La nostra posizione geografica - ha puntualizzato il Presidente del SNDMAE - ci pone da sempre in un contesto estremamente sensibile e mobile, che richiede un costante aggiornamento della nostra politica estera. Il ruolo dell’Italia nel contesto internazionale è in continuo divenire ed ora il Paese inizia ad essere di fatto in un grande area di crisi. Lo stesso contesto europeo e occidentale presenta fratture e linee di faglia preoccupanti. Ci troviamo in un contesto geografico fortemente instabile fra est Europa e sud del Mediterraneo, dove si sono concentrate aree di conflitto o di fortissima instabilità politica. In queste aree dobbiamo migliorare la nostra capacità di influire sostanzialmente e positivamente".
Inoltre, "su oltre 190 Paesi membri delle Nazioni Unite, in più di 70 l’Italia non è presente. Occorrono nuovi metodi per coprire questa rilevante parte del mondo, che sfugge ancora al monitoraggio della nostra rete di Ambasciate e Consolati. Un uso intelligente degli accreditamenti secondari, che potrebbero essere accompagnati da un’utilizzazione coordinata e organica dello strumento degli Inviati Speciali, potrebbe essere una soluzione auspicabile per l’Italia".
Ma per poter realizzare tali obiettivi di politica estera occorrono professionalità specifiche e soprattutto risorse. 
Attualmente il costo del Ministero degli Affari Esteri e dell'intera rete diplomatico-consolare incide solo per lo 0,054% sul PIL del Paese.
"Le risorse spese in politica estera - ha concluso Serpi - normalmente sono spese bene, perché sostengono le nostre politiche di collegamento all’estero vicino e lontano, di crescita e di sviluppo economico e commerciale, di protezione delle nostre comunità, come di indirizzo dei flussi migratori". 
Al discorso inaugurale del Presidente SNDMAE Serpi ha fatto seguito il dibattito sul tema: “Il quadro internazionale e il ruolo dell’Italia nelle aree di crisi”, moderato dal Presidente dello IAI, l’Ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci. A confrontarsi sul ruolo della diplomazia italiana nell’internazionalizzazione del Paese, tre ex Ministri degli Esteri e gli attuali Presidenti delle Commissioni Esteri di Senato e Camera: Emma Bonino; Massimo D’Alema; Gianfranco Fini; Pier Ferdinando Casini e Fabrizio Cicchitto. (aise)