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«Los Angeles, Italia»: il ponte tra culture chiude con le star
26 febbraio 2017

LOS ANGELES -  Gianfranco Rosi accanto a Mira Sorvino, l'incantevole LP premiata da Giuliano Sangiorgi, Paul Haggis sul palco con Carlo Carlei, Trudie Styler con Maria Bello, e in prima fila Aurelio De Laurentiis e Mark Canton, Mike Stoller e Corly Hale. Il ponte tra culture la mission del festival «Los Angeles, Italia» - rappresentato dai suoi protagonisti: registi, produttori, attori, musicisti italiani e americani uniti dal progetto di mettere a sistema le eccellenze artistiche dei due Paesi. Un parterre de roi per la chiusura della rassegna organizzata al Chinese Theatre nella settimana che precede l'Oscar, aperta sabato scorso dall'accoppiata stellare Mel Gibson-Sylvester Stallone.

«Quest'anno il calibro degli ospiti è stato eccezionale, ed è bello vedere persone speciali condividere lo stesso nostro obiettivo», dice l'ideatore e direttore artistico Pascal Vicedomini facendo un primo bilancio dell'iniziativa. Arrivato alla dodicesima edizione, il festival ha organizzato per il cinema e la musica italiani una passerella d'onore nei giorni più strategici dell'anno per l'industria dello show business: anteprime mondiali, una retrospettiva dei film di Giovanni Veronesi, una sezione dedicata alla tradizione della commedia, gli omaggi a Marcello Mastroianni e a Dean Martin, una corposa sezione sulle produzioni nate all'ombra del Vesuvio, i concerti di Clementino e del trio The Tenors, il talento cantautorale di Sangiorgi e dei suoi Negramaro. Un ampio ventaglio di proposte che ha visto la sala del Teatro Cinese sempre piena.

«Il cinema è un ambasciatore della nostra cultura in grado di rappresentare ai massimi livelli la complessità del Paese» dice il console generale Antonio Verde, grande appassionato della settima arte e da sempre vicino alla rassegna: «Siamo consapevoli di avere un'illustre tradizione alle spalle e impegnati fortemente nella promozione dei film e di ogni altra manifestazione artistica italiana, gastronomia compresa che, per eccellenza e qualità, è diventata anch'essa una forma d'arte».