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L'appello dei diplomatici: basta tagli, la Farnesina deve ripartire
19 dicembre 2013

ROMA - "La priorità dell'Italia è la crescita e anche la diplomazia deve mettersi al servizio di questa esigenza". Davanti alla decima conferenza degli ambasciatori il ministro degli Esteri Emma Bonino ha dato un'altra spinta al cambiamento della diplomazia italiana. "Non chiedo che gli ambasciatori si trasformino in piazzisti - ha chiarito - ma serve una diplomazia per la crescita che sostenga l'export e l'internazionalizzazione e porti il mondo in Italia". E' una politica che ha un senso, ma per darle concretezza il problema sono i tagli (negli ultimi anni il bilancio del ministero si è ridotto del 33%) che hanno fatto dire al segreteria generale della Farnesina, Michele Valensise: "Confidiamo che la Farnesina sia rispettata anche attraverso l'assegnazione di risorse adeguate alle esigenze: senza mezzi, dovremo ridimensionare gli obiettivi. Il che sta già avvenendo".

I dati peraltro sono evidenti. I diplomatici italiani sono 898. Erano 994 nel 2006. IN Gran Bretagna 986. E siccome nessuno fa miracoli, dal 2007 ad oggi la Farnesina ha chiuso 35 uffici e ne sta per chiudere altri 20 (aprendone 3). "La Farnesina - ha ammesso il premier Enrico Letta, intervenuto alla conferenza - è stato uno dei ministeri più toccati dalla logica perversa dei tagli. L'impegno che prendo con voi è il termine dei tagli lineari".