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FARNESINA: SNDMAE, 'RETE ESTERA VITALE PER PMI, MA BARATRO RISPETTO A CONCORRENTI'
13 ottobre 2020

Roma, 13 ott. (Adnkronos) - La crisi del coronavirus ha drammaticamente evidenziato la carenza di organico della rete diplomatica dell'Italia nel mondo, ma ne ha anche sottolineato l'importanza, per i rimpatri, come "asset vitale per le Pmi". A dirlo all'Adnkronos, chiedendo che finalmente si affronti la questione è Francesco De Luigi, presidente dell'Sndmae, il sindacato nazionale dei dipendenti del ministero degli Esteri. "La crisi del coronavirus ha evidenziato a dismisura la mancanza di organico, ma anche sottolineato la rilevanza della nostra presenza all'estero", dice De Luigi, ricordando che le sedi diplomatiche si sono impegnate al massimo per il rimpatrio di decine di migliaia connazionali e sostengono le imprese nelle esportazioni in questa difficile congiuntura. "La funzionalità della rete estera - sottolinea - è un asset vitale soprattutto per le Pmi". Senza dimenticare il carico di lavoro per il voto all'estero del referendum di settembre. Ma sul piano dei numeri del personale, c'è "un baratro rispetto ai concorrenti". Basti pensare che in Indonesia, "l'ambasciata italiana a Giacarta ha un organico di 23 persone, dall'ambasciatore al profilo meno qualificato, mentre la Francia ne ha 123". La rete diplomatica italiana, che comprende anche i consolati, deve inoltre occuparsi di 5,8 milioni di connazionali all'estero. Numeri rilevanti a paragone di altri paesi: per la Francia parliamo di 1,8 cittadini all'estero. Eppure, stando ai dati di un rapporto del Cgia di Mestre, nel 2016 il personale di ruolo della rete diplomatica italiana aveva un organico di 3.825 persone, molto meno di altri grandi paesi europei come Francia (5.583), Regno Unito (5.398), Germania (5.975) e poco più di un paese più piccolo del nostro come l'Olanda (2.755). "Un problema generale è che le nostre strutture all'estero sono da tempo ai minimi termini quanto all'organico, il quale ha risentito fortemente dell'epidemia sia sul piano dell'organizzazione del lavoro, sia sul piano personale", nota De Luigi. Ricordando che le problematiche dell'epidemia, gli obblighi di quarantena, pesano sulle turnazioni, sui singoli e le loro famiglie, che magari non sono potuti tornare in patria dall'inizio della crisi sanitaria.