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Mozione 14 luglio 2016

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S.N.D.M.A.E.
ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEI SOCI
Roma, 25 febbraio 2014

MOZIONE

L’Assemblea generale dei soci dà mandato al Consiglio di svolgere la sua azione lungo le seguenti linee prioritarie:

  1. Adoperarsi affinché venga valorizzato, anzi tutto con il Governo, il Parlamento e le forze politiche, il ruolo strategico del Ministero degli Affari Esteri e della diplomazia nel sistema di relazioni internazionali dell’Italia. In questo senso, sollecitare l’adozione di un documento di strategia del Governo che dovrà fondare l’azione di politica estera italiana.
  2. Opporsi ai tentativi di delegittimazione della funzione diplomatica e della dignità di tutto il personale degli Ministero degli Esteri, che non ha mai rappresentato né rappresenta una “casta”, ma ne è semmai una parte lesa. A questo proposito, vigilare ed intervenire in veste sindacale per fronteggiare possibili varie ipotesi di riforma dello status e del trattamento metropolitano ed estero, affinché le eventuali modifiche non si tramutino in un danno per i dipendenti e non siano il frutto di pressioni irrazionali populistiche e demagogiche.

  3. Eliminare l’ipocrita ed immorale misura punitiva delle “promozioni bianche”, che demotiva i funzionari colpiti, ormai pari a un terzo della carriera, discriminandoli dai pari grado risparmiati. A tale scopo anche utilizzando la collaborazione di studi legali professionali incaricati dal sindacato. Affrontare il problema della titolarità degli uffici da parte dei dirigenti col grado di Consigliere di legazione.

  4. Adoperarsi affinché il bilancio del Ministero degli Affari Esteri non subisca ulteriori tagli irrazionali, considerato che gli stanziamenti per la politica estera italiana sono scesi a un livello tale che è lecito chiedersi se l'Italia sia ancora in grado di svolgere con la dovuta efficacia una politica estera seria.

  5. Sollecitare l’Amministrazione a mettere rapidamente mano ad un sistema di valutazione e di avanzamento di carriera dei funzionari non autoreferenziale ma più moderno ed aperto, basato sulla continua formazione, test pratici ed operativi di valutazione con punteggi, con delle griglie che consentano la effettiva differenziazione delle caratteristiche dei valutati, la messa in evidenza degli aspetti suscettibili di approfondimenti e miglioramenti, la valorizzazione delle capacità di leadership e di lavoro di squadra, di assunzione di responsabilità ed in particolare di autonomia di giudizio. Prevedere per il personale non diplomatico del Ministero degli Esteri percorsi di carriera soddisfacenti che valorizzino le qualità e le professionalità individuali, in una prospettiva di miglioramento della loro posizione funzionale e del relativo trattamento economico lungo il percorso professionale.

  6. Ottenere assicurazioni circa la messa in pubblicità anche dei posti a Roma, fino al livello di Direttore Centrale e Capo Unità, inclusi i Consiglieri Diplomatici, mediante l’emanazione di una Circolare ministeriale che definisca, analogamente che per le liste di pubblicità all’estero, job description, termini di presentazione delle domande e criteri adottati.

  7. Ottenere assicurazioni sull’ordinato svolgimento della carriera e sui posti dell’organico vacanti e disponibili, tanto dei gradi (bollettino) quanto delle funzioni (sedi all’estero). Ottenere dall’Amministrazione una corretta valutazione degli organici disponibili per l’avanzamento di ciascun concorso, che deve poter avere una realistica visione del proprio sviluppo professionale.

  8. Riformare il sistema burocratico-amministrativo che ingessa procedure e strutture della politica estera italiana e obbliga i funzionari ad anticipare costi per missioni istituzionali, rimborsati con mesi di ritardo. Trovare sistemi per adire le vie legali contro gli abusi dell’Amministrazione, anche attraverso l’utilizzo di studi legali professionali incaricati dal sindacato. Mettere in condizione i titolari di obblighi e responsabilità all’estero di gestire tali obblighi e responsabilità con mezzi adeguati a farvi fronte. Denunciare i casi in cui ai funzionari vengono assegnati strumenti, strutture o personale inadeguati a tali obblighi e responsabilità. Ottenere dall’Amministrazione documenti di policy universali (oltre il dettato delle leggi) ed istruzioni inequivocabili per i servizi consolari da offrire nell’intera rete, così da eliminare approcci volontari individuali che hanno finora creato danno all’immagine del servizio consolare nel suo complesso.

  9. Vigilare affinché ogni comportamento dell’Amministrazione si dispieghi in applicazione del principio di legalità e nel rispetto dei diritti civili, dei diritti umani e delle prerogative legali proprie dei dipendenti di uno Stato di diritto. Evitare che i funzionari vittime all’estero di atti illeciti altrui debbano anche essere puniti dall’Amministrazione per essersi trovati in quella condizione. Vigilare affinché anche in tali casi i funzionari vengano tutelati dall’Amministrazione, anziché emarginati per fini di immagine.

  10. Favorire i nuclei famigliari anche all’estero, con particolare attenzione all’inserimento lavorativo volontario dei consorti, alla salute e alla scolarità dei figli. Superare almeno nel nostro ordinamento il ritardo culturale e giuridico in materia di diritti civili e di non discriminazione per il genere e l’orientamento sessuale, e in particolare tutelare le coppie di fatto, sia eterosessuali che omosessuali.

  11. Sollecitare una diversa allocazione delle risorse per la politica estera, privilegiando la diffusione della nostra cultura presso le comunità italiane sparse per il mondo, e aumentando l'attenzione verso i bisogni della nuova generazione di concittadini che si stabiliscono in Europa come cittadini europei mobili all'interno della UE, rinunciando alle politiche di facile concessione della cittadinanza italiana a soggetti che non hanno nessun legame reale con l'Italia. A tale scopo riformare le norme sulla concessione della cittadinanza italiana ed eliminarne le più perverse distorsioni.

  12. Impegnare l’Amministrazione a proporre modifiche dell’assetto normativo attuale, secondo criteri di ragionevole realismo, che regola il voto all’estero, razionalizzando anche gli onerosi sistemi di rappresentanza delle collettività degli italiani all’estero che le mutate dinamiche sociali hanno reso ormai inattuali e inefficaci.