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ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA
DEI SOCI DEL SNDMAE
Roma, 25 febbraio 2014

Relazione consuntiva del Presidente uscente Enrico De Agostini

Enrico De Agostini – Presidente uscente: Grazie Daniele e un caloroso saluto a tutti. Se avessi una sola parola per descrivere l’operato dei due consigli che ho avuto l’onore di presiedere, direi: RiFarnesina.
All’indomani del famigerato taglio del luglio 2012 di oltre 200 milioni, in piena crisi dei Marò, con la stampa che ci attaccava quotidianamente, con una situazione interna al Ministero non proprio facile, il Consiglio decise che l’unico modo credibile di reagire fosse la concezione di un progetto organico di riforma, che andasse oltre e al di là dei temi pur giusti proposti dall’esercizio interno di spending review, che, peraltro, era fino ad allora rimasto inattuato.
Credo che l’elemento che più caratterizza il programma di RiFarnesina, quello che lo rende davvero ambizioso, sia la sua organicità. Il tema della gestione delle risorse umane e finanziarie viene, infatti, affrontato in maniera per quanto possibile onnicomprensiva, evitando l’errore commesso fin troppe volte di riformare un aspetto della gestione delle risorse, senza toccare il contesto più ampio. Inoltre, per la prima volta si affrontano i problemi di gestione dell’intera amministrazione partendo dalle esigenze delle nostre sedi all’estero, che sono la nostra ricchezza, la nostra peculiarità. Per la prima volta, insomma, si tenta di raddrizzare l’albero che è rovesciato.

Ecco, direi che questa è l’eredità che il consiglio uscente lascia a quello entrante: quella di un continuo stimolo all’Amministrazione ad abbandonare la logica dell’emergenza, quella che conduce inevitabilmente alle riforme a pezzettini: oggi i trasporti, domani l’ISE, lasciando il resto del quadro immutato. È una logica che non funziona e produce spesso risultati contraddittori.
E un esempio di questa logica errata è, a mio parere, la nostra difesa dell’immagine.
Pochi sembrano riconoscere che quello che si dice di noi all’esterno della Farnesina, fatta la tara degli interventi e degli articoli in plateale malafede, è in larga misura collegato al modo in cui nostre strutture si relazionano con i loro utenti, è, cioè  frutto dei comportamenti nostri e degli altri dipendenti. Come migliorare questi comportamenti, come renderli più vicini agli interessi dei nostri utenti? Queste sono le domande che dobbiamo porci se vogliamo veramente andare al cuore del problema. 
Personalmente credo che fintantoché i dipendenti delle Aree Funzionali non godranno di alcuna progressione di carriera basata sul merito e noi diplomatici continueremo ad essere giudicati non tanto per i risultati che otteniamo – soprattutto all’estero – quanto a seconda delle esoteriche formule che governano la collocazione in fasce, la compilazione dei bollettini, gli scavalcamenti, i ripescaggi e i medaglioni – cose del tutto incomprensibili non solo per il cittadino medio, ma anche, spero, per i giovani appena entrati,
fintantoché, dicevo, non cambieranno i meccanismi che fanno scattare la molla della produttività, che assicurano comportamenti sempre virtuosi nei confronti dei nostri utenti, gli attacchi non cesseranno e saranno, in alcuni casi, anche giustificati.

Se vogliamo, quindi, veramente occuparci del deficit di immagine che incombe su di noi e sulle risorse a nostra disposizione dobbiamo lavorare prima di tutto sulle sue cause profonde e, in secondo luogo, dobbiamo avere una strategia di comunicazione di lungo periodo.

Negli scorsi  due anni il SNDMAE si è occupato di entrambi questi temi proponendo: a) un diverso sistema di valutazione e avanzamento, aperto al mondo esterno, e
b) un concreto ed immediato veicolo di comunicazione.

Forse non avete scordato che al tema dell’immagine e della comunicazione dedicammo un’intera assemblea generale ordinaria, tenutasi l’anno scorso di questi tempi proprio nella sala dove siete oggi. A distanza di un anno a che punto siamo?
Abbiamo almeno cominciato a pensare a dei veicoli mediatici che ci permettano di spiegare anche al grande pubblico cosa facciamo e perché siamo utili?
Delle volte è necessario parare le botte, giocare di rimessa, ma  così la partita della comunicazione non si vince di certo.

Concludo dicendo che sono stati due anni duri, durissimi per il Paese, per l’Amministrazione e per il SNDMAE. Abbiamo lottato come abbiamo potuto e purtroppo molte delle battaglie vinte o perse non le posso nemmeno citare in una relazione consuntiva e tanto meno in una assemblea.
Ma la battaglia per l’attuazione di riFarnesina è ancora in corso e spero per l’Amministrazione, oltre che per il sindacato e per tutti noi, che sia presto vinta.

Se lo sarà o meno dipenderà anche dal sostegno che i soci manifesteranno al consiglio e al presidente. Vi assicuro che quando qualcuno di noi denuncia un’ingiustizia o anche solo un problema e i soci non rispondono pubblicamente su sndmail “perché tengono famiglia” o magari rispondono discettando dottamente sul genere dei sostantivi, non fanno male solo al sindacato e alla buona amministrazione, non scoraggiano solo chi ha sollevato il problema,  fanno male a se stessi.
Sosteniamo quindi pubblicamente Gabriele Meucci e il nuovo consiglio. Il coraggio non gli manca di certo e ne avranno sicuramente bisogno nei mesi a venire!  Grazie a tutti.